La tartaruga di mare torna a nidificare all’Oasi del Simeto


tartaruga di mare

La tartaruga di mare è ritornata a nidificare. Torna dopo una lunga assenza durata decine di anni, la tartaruga di mare (Caretta caretta) lungo la spiaggia della riserva naturale “Oasi del Simeto”. Pur essendo la tartaruga più comune nel Mediterraneo è tra le più minacciate ed a rischio di estinzione.  La bella notizia, oramai aspettata per via delle ulteriori nidificazioni avvenute a partire dagli anni scorsi sia a sud dell’area protetta, in territorio del comune di Agnone bagni, che a nord, lungo il litorale dei lidi playa di Catania , è avvenuta nel tratto di spiaggia prospiciente il

Tartaruga
La spiaggia in cui hanno nidificato le tartarughe

villaggio Campo di Mare, in zona B della riserva naturale. La segnalazione è stata effettuata allo storico rappresentante del Fondo Siciliano per la Natura proprio dagli abitanti dei luoghi  casualmente accortisi delle uova, del tutto simili a quelle di palline da ping pong. Da qui, grazie ad un attento controllo e monitoraggio effettuato in sinergia con ulteriori esperti  del WWF e della LIPU e con la collaborazione e la vigilanza sui luoghi di guardie dell’Ufficio gestione riserve naturali della Città Metropolitana di Catania, si è poi accertata la nascita di complessive dodici tartarughine di cui sei, in giorni diversi, hanno raggiunto il primo traguardo della loro vita: il mare. Le altre sei, causa avversi fattori atmosferici dati dalle incessanti piogge che hanno reso compatta la sabbia, non sono riuscite a raggiungere il mare.

Tutto questo, oltre all’indubbia  rilevanza scientifica, ci dice della aumentata sensibilità ambientale degli abitanti dei luoghi e da ragione, oltre che sul piano giuridico anche su quello sostanziale, della battaglia intrapresa dalla gestione dell’area protetta contro l’uso improprio della spiaggia e in particolare della pulizia della stessa con mezzi meccanici che ha visto negli scorsi anni anche il sequestro di aree e di mezzi.

Certo, c’è ancora molto da fare sotto diversi profili e primo fra tutti quello di avviare campagne di monitoraggio e sensibilizzazione, ma questi primi segnali ci fanno ben sperare e ci dicono che siamo sulla buona strada.

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