E’ iniziato il conto alla rovescia per il Sicily Folk Festival, la rassegna musicale itinerante, organizzata dall’associazione Il Tamburo di Aci in collaborazione con l’associazione Darshan, che promuove le tradizioni musicali siciliane confrontandole con le altre culture europee e mediterranee. Dopo la fortunata edizione palermitana, quest’anno gli organizzatori del Festival hanno scelto gli scenari suggestivi del Parco delle Madonie per la quarta edizione, che aprirà i battenti a inizio dicembre a Petralia Sottana.

«Il Sicily Folk Festival propone le sonorità di tutte quelle formazioni siciliane contaminate dalla musica etnica di vari luoghi – dice Davide Urso, direttore artistico del Sicily Folk Festival – . Tra tradizione e contaminazione, il Festival mette sotto un unico cappello i suoni del Mediterraneo e dell’Europa che in Sicilia si sono trasformati, adattati, che hanno trovato una nuova forma e nuova linfa. Il festival, infatti, nasce proprio per valorizzare le realtà musicali siciliane, non solo quelle di genere popolare, evidenziandone le caratteristiche e le peculiarità legate al territorio, per poi soffermarsi sull’evoluzione del linguaggio musicale e sulle proposte delle nuove avanguardie».

Intanto una gustosa anteprima del Sicily Folk Festival si terrà al Cortile Platamone di Catania, domenica 10 settembre alle ore 21.30, con i live di due formazioni che hanno fatto della contaminazione e dell’interculturalità la loro cifra stilistica: Oi Dipnoi e I Beddi Musicanti di Sicilia.

Apriranno la serata di domenica gli Oi Dipnoi (Valerio Cairone, Marco Carnemolla e Mario Gulisano), un trio nato nel 2013 dall’incontro fra tradizione e innovazione, dove l’una si arricchisce dell’altra in un costante dialogo nel quale è maturato nel tempo il patrimonio della cultura

I Beddi Musicanti di Sicilia

musicale dell’Isola. Una memoria ereditata dal polistrumentista Valerio Cairone, che ha raccolto le melodie della provincia siciliana minore, di cui furono protagonisti pastori, contadini, carrettieri, ossia quell’universo già ben esplorato dai letterati siciliani fino all’inizio del ‘900, creando un repertorio originale in cui i temi vengono sviluppati dall’organetto e sorretti da una solida sezione ritmica formata dalle percussioni di Mario Gulisano e il basso di Marco Carnemolla. Il risultato è un suono nuovo ma al contempo ricco di personalità, grazie a un’affascinante e leggera commistione con elementi di jazz, progressive e folk arcaico. Quanto al nome della formazione i “dipnoi” sono dei fossili viventi, un ordine di pesci preistorici che hanno mantenuto dei polmoni rudimentali: durante i periodi di siccità, adattandosi all’ambiente, si rifugiano in piccole tane umide e riescono a respirare l’ossigeno atmosferico. Il nome della formazione siciliana è dunque un po’ la metafora che descrive l’attuale scena musicale in Sicilia, all’insegna della sopravvivenza. Domenica, a Catania, proporranno i brani del nuovo disco “Pontos” che uscirà il prossimo gen-naio, in concomitanza con la nuova tournee australiana, e sarà anticipato ad ottobre al Womex, la fiera world music dedicata agli addetti ai lavori che si tiene ogni anno in Polonia. La formazione: Valerio Cairone (organetto, zampogna e voce), Marco Carnemolla (basso fret-less e voce), Mario Gulisano (tamburello, marranzano, cajon, dumbek e voce).

La serata di domenica proseguirà con il live de I Beddi Musicanti di Sicilia (Mimì Sterrantino, Davide Urso, Giampaolo Nunzio, Pier Paolo Alberghini, Alessio Carastro e Francesco Frudà), formazione che da 12 anni ripropone la musica siciliana tradizionale e di ricercacon il chiaro intento di innovare la musica siciliana, rendendola attuale, muovendosi tra sonorità antiche e melodie mo-derne, per gioco e per amore della loro terra d’origine: la Sicilia.Vincitori dell’undicesima edizione del Festival della Nuova Canzone Siciliana – Premio Trinacria, organizzato da Antenna Sicilialo scorso anno hanno dato alla luce il loro ultimo innovativo lavoro discografico “Della rivoluzione… e di altri folklorismi”. Con questo disco nasce un suono nuovo, il Siciliy Unconventional Folk, dove il folk viene contaminato sia da musiche di altre regioni del mondo, sia con generi moderni come pop, rock, blues, country, surf, musica barocca, jazz e non solo. La formazione: Mimì Sterrantino (voce, chitarra acustica e battente, armonica, mandolino), Da-vide Urso (voce recitante, tamburi a cornice, marranzani, mandolino), Giampaolo Nunzio (voce, organetto, zampogna, friscalettu e fiati, mandolino), Pier Paolo Alberghini (contrabbasso), Alessio Carastro (batteria etnica, djambè, percussioni), Francesco Frudà (chitarra elettrica, chitarra banjo, mandolino).

La IV edizione del Sicily Folk Festival, organizzato ogni anno come un ciclo di concerti, quest’anno a Petralia Sottana consterà di quattro giornate: due dedicate ai Canti devozionali e due ai Canti di Natale.

«La Sicilia, diversamente da altre regioni d’Italia e da quasi tutti i Paesi europei – continua Davide Urso -, pur avendo sviluppato una propria identità musicale nei secoli, per lo più legata al mondo rurale, con l’abbandono delle campagne e l’avvento della società metropolitana, ha progressivamente perduto i numerosi elementi che caratterizzavano la sua identità musicale. Questo ha prodotto nella nostra cultura un progressivo ma inesorabile processo di deterioramento e disgregazione dei valori di quel mondo, costituito da pastori, contadini, mietitori, vendemmiatori, carrettieri, pescato-ri, che da sempre sono stati testimoni e custodi di quel patrimonio “immateriale” che trasmettevano alle nuove generazioni».