Magma 2013, vince il corto tedesco “Ballet Story”


Si è conclusa questa sera la dodicesima edizione di Magma – mostra di cinema breve, che in questi tre giorni ha proposto al pubblico 37 cortometraggi, selezionati tra i 630 iscritti al concorso da 56 paesi. Il Premio Lorenzo Vecchio, dedicato all’ideatore del festival prematuramente scomparso nel 2005, è stato attribuito al cortometraggio “Ballet story” della tedesca Daria Belova, in concorso nella sezione narrativi. La giuria, presieduta dall’attore e montatore iraniano Babak Karimi, dall’attrice Irene Ferri e dal direttore del Glasgow Short Film Festival, Matt Lloyd ha così motivato la scelta del vincitore assoluto del concorso internazionale di cortometraggi: “per la densità e la profondità dello sguardo, la raffinatezza e l’essenzialità delle inquadrature e del montaggio, e per la delicatezza  della recitazione. Nonostante le influenze della regista siano evidenti, la sua padronanza del racconto cinematografico, del tutto personale, fa ben sperare per la carriera futura”.

 

L’inglese “Head over heels di Tim Reckart si aggiudica la menzione speciale come miglior animazione, grazie al “controllo della tecnica che consente ai personaggi di argilla di prendere vita”, ha spiegato la giuria, secondo la quale “il corto riesce a raggiungere un risultato che solitamente i film recitati dal vivo non raggiungono, e realizza una brillante metafora visiva per le sfide che si presentano in qualsiasi relazione a lungo termine”.

 

Miglior corto narrativo è stato proclamato il croato “Someone might drop a cigarette butt” di Josip Viskovic, “per la capacità di trasmettere con grande semplicità un senso di amore per le cose, e di regalare allo spettatore un’immagine irresistibile, al culmine della sua femminilità.”

 

“Dietro a una storia apparentemente bizzarra, si rivela un senso di famiglia e di amore molto forte”: con questa motivazione, “Hviezda (The star), dello slovacco Andrej Kolencik, ha ottenuto la menzione come miglior documentario.

 

Nonostante la giuria non abbia reputato di assegnare una menzione speciale all’interno della categoria sperimentale, riconosce le capacità del documentario “The Conversation“, del polacco Piotr Sulkowski, di compiere un esperimento umano più che tecnico.

 

“La qualità e la varietà dei film in concorso hanno reso complessa la scelta dei vincitori, avremmo voluto premiare un numero di opere maggiore delle cinque previste dal concorso” ha dichiarato il presidente di giuria Babak Karimi. “Manifestazioni come questa svolgono un ruolo fondamentale – ha aggiunto – perché sempre meno l’industria cinematografica presta attenzione al formato breve”.

 

 

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