Carla Fracci: “Non lasciate emigrare i talenti siciliani”


Carla Fracci (foto di Angela Marina Strano)
Carla Fracci (foto di Angela Marina Strano)

Carla Fracci, la regina della danza classica italiana e internazionale, ha iniziato a studiare a soli 10 anni, alla scuola di ballo del Teatro alla Scala di Milano. Oggi promuove l’arte della danza ed è ambasciatrice all’Expo Milano 2015. Spera che i giovani talenti possano essere supportati nel loro lavoro di ballerini. L’abbiamo incontrata ad Acitrezza, in occasione della presentazione del Mediterranean International Dance (MID), un progetto pensato per i giovani ballerini che desiderano intraprendere una carriera professionale. Carla Fracci, che ne è la madrina, era attorniata da fan di tutte le età e firmava autografi con gentilezza per tutte le piccole ballerine che l’ammirano. Le abbiamo chiesto come si fa ad avere un successo così grande. Ci ha risposto: “Con tanto lavoro, ma anche con l’intelligenza”.
Durante la conferenza si è parlato dell’importanza dei maestri di danza per i giovani allievi. Quali sono stati quelli più importanti per lei?
“Sono stati tanti. Nel primo corso ho avuto una maestra italiana del Teatro alla Scala di Milano, la signora Martignoni, poi Esmée Bulnes. Per fortuna nel percorso della mia professione ho incontrato grandi maestri e non solo. Anche grandi coreografi e ballerini. C’è sempre da imparare dai grandi e bisogna sempre mettersi alla prova. Gli insegnanti sono alla base di tutto”.

Carla Fracci
Carla Fracci

Quale caratteristica deve avere un ballerino per avere successo?
“Deve lavorare tanto, non solo con gambe e piedi, ma anche con la testa. Ci sono tante componenti che servono per danzare: l’espressività, la musicalità, ma soprattutto il lavoro costante. La preparazione è importante, ma sul palcoscenico conta anche il feeling che riesci a creare con gli altri ballerini e il saper coinvolgere chi ti sta attorno. Non bisogna primeggiare ed essere isolati. La performance si fa insieme a tutto il corpo di ballo e occorre rendere credibile il ruolo che si porta sul palco”.
Durante la sua carriera, con quali ballerini ha trovato un feeling professionale?

Carla Fracci e Rudolf Nureyev a Spoleto (foto di Virgilio Massani)
Carla Fracci e Rudolf Nureyev a Spoleto (foto di Virgilio Massani)

“Ho lavorato con tanti ballerini grandissimi e mi sono sempre trovata bene con tutti loro. Ricordo Rudolf Nureyev e Mikhail Baryshnikov, Vasiliev, Kronstan, Erik Bruhn, Gheorghe Iancu e Giuseppe Picone”.
Che messaggio vuole dare Carla Fracci ai giovani?
“Auguro ai giovani di poter lavorare. Che non sia per loro solo un’illusione o una speranza. Con la mia presenza qui voglio dire loro di andare avanti e di credere che qualcosa possa cambiare. Forse le istituzioni possono aiutare questa nostra professione. Dobbiamo fare di tutto per sostenere e non avvilire questo mondo meraviglioso e questa terra bellissima che è la Sicilia. I talenti ci sono, non lasciamoli emigrare”.

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