Emma Scialfa: “Vi presento lo spettacolo che si acquista all’asta”


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Nella foto la coreografa Emma Scialfa

Emma Scialfa porterà il suo spettacolo di danza in anteprima assoluta a Catania al Centro Zo nell’ambito di Performing Art. Il 15 e 16 maggio andrà in scena “Grandi speranze” uno spettacolo nuovo e provocatorio, coreografato e diretto da Emma Scialfa.  La compagnia MotoMimetico, coinvolgerà il pubblico nella condizione che vivono oggi gli artisti con una pay perview performance. Gli spettatori potranno partecipare ad una vera e propria compravendita delle gesta dei performer.

 Perché la scelta di uno spettacolo come “Grandi Speranze”? Non pensa sia un po’ provocatorio?

Ho sentito l’esigenza di esorcizzare la condizione che viviamo oggi noi artisti. Il mercato è chiuso ad una logica già esistente e tutte le attività indipendenti, come MotoMimetico, fanno fatica ad andare avanti. Molti degli artisti che lavorano con me sono costretti a lavorare anche in altri settori per mantenersi. Vogliamo condividere col pubblico la condizione della danza contemporanea, che oramai ha solo oneri. Le amministrazioni pubbliche non ci danno aiuto, ma la voglia di continuare a lavorare c’è. Con questo spettacolo vogliamo trasmettere ironia, vogliamo ridere della crisi. “Nuove Speranze” è uno spettacolo nuovo, con un carattere molto ironico e il pubblico si divertirà.

Il ritorno di Emma Scialfa in Sicilia rivede una nuova collaborazione col Centro Zo. Ne è contenta?

Con Zo c’era stato un allontanamento perché io ho voluto cercare una mia strada personale con MotoMimetico. Loro hanno il merito di aver portato a Catania per primi il concetto di arte contemporanea.  Adesso li percepisco diversi anche nel loro modo di aprirsi e nella loro direzione. Sento un cambiamento, quindi perché non riprovarci?

Quando lavora in Sicilia che cosa apprezza di meno e cosa di più?

Io ho lasciato la Sicilia a 14 anni e sono tornata quando ne avevo 30. Ho lavorato con grandi professionisti e mi sento molto privilegiata di ciò. Qui, secondo me manca la disciplina che c’è invece in campo internazionale. In Sicilia non si programmano le stagioni a tempo debito, quindi non si può avere mai la certezza di una data o di un budget, c’è sempre tanta incertezza. Le cose che invece mi spingono a tornare sono il gruppo col quale lavoro, che vuole stare e lavorare in Sicilia e la voglia di non abbandonare questa terra, per portare un mio piccolo contributo. Qui ci sono tantissimi talenti oltre che bei posti da visitare. Ma c’è ancora tanto da fare, pur essendo la patria della cultura.

C’è uno spettacolo al quale è più legata?

No. Sono legata a tutti i miei spettacoli perché sono tutti diversi l’uno dall’altro. Nella danza contemporanea si seguono spesso le mode, invece MotoMimetico è molto autonomo, perché il primo obiettivo al quale pensiamo è il messaggio che vogliamo dare allo spettacolo. La collaborazione con il regista Claudio Fausti ha portato ad innovare il mio modo di tessere la coreografia. C’è stato un incontro con le immagini video e si è creata un’alchimia particolare. Penso che lo spettacolo preferito del pubblico sia stato “S(u)ono Corpo”, nel quale un percussionista suona il mio corpo come uno strumento. L’idea era molto innovativa e sperimentale e il pubblico l’ha gradita.

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