Il premio Tiche a Nadia Germano Bramante


Nadia Germano Bramante, siracusana, attivista sociale, membro del Senonoraquando siracusano, della Rete dei Centri Antioviolenza e dell’associazione locale in difesa delle minoranze sessuali, giornalista e direttrice della locale ZeronoveWebTV è una donna forte e determinata a dispetto della sua figura minuta e dei lineamenti delicati del suo viso. La incontriamo in occasione del riconoscimento al suo impegno ed alla sua professionalità ottenuto il 21 dicembre: il Premio Tiche.

 Il premio appena ricevuto che significato ha per te?

“Il Premio Tiche è giunto inaspettato ma ovviamente gradito! perché non sono una persona che si aspetta ricompense o sconti dalla vita, cerco di fare il mio lavoro al meglio delle mie possibilità e soprattutto con coscienza e questo alla lunga, a volte viene riconosciuto.. Aver avuto questo riconoscimento mi carica di maggiori responsabilità, spingendomi a continuare a fare questo lavoro con maggiore impegno e serietà, slegata da influenze ed appartenenze politiche e soprattutto usando un linguaggio comprensibile e rispettoso di tutte le categorie sociali. Per questo cerco sempre di mettermi alla prova con corsi di aggiornamento e mantenendo il contatto con i giovani che rappresentano la società che verrà.. Mi aiuta molto l’esperienza che faccio periodicamente come volontaria della rete dei Centri antiviolenza di Siracusa e come volontaria dell’associazione GLBT Stonewall. In ambedue i casi porto il mio punto di vista agli studenti per quanto riguarda l’informazione ed i messaggi veicolati dai media. In quell’ambito mi rendo conto che è importante dare loro risposte certe ed esaurienti, in maniera da costituire modelli da seguire ed identificarsi. Perché è di questo che molti di loro hanno bisogno, gente che li ascolti senza preconcetti, figure autorevoli che li guidino.”

Da quanto tempo fai la giornalista tv e come è nata questa passione?

“Ho iniziato alla fine degli anni ’80 con la radio che è da sempre la mia passione, prima in veste di speaker-conduttrice di programmi d’intrattenimento e poi in seguito con la redazione giornalistica di Radio Stereo DJ Siracusa e Dimensione Radio SR. Nel 2003 ho conosciuto una splendida professionista che mi ha convinta a cambiare lavoro.. cimentandomi con la televisione. E dopo estrema riluttanza mi sono “buttata” lavorando alla redazione giornalistica siracusana di Video Mediterraneo. Con la supervisione del mio capo redattore Gaetano Guzzardo ho cominciato ad imparare il mestiere… e non ho ancora finito, né mai lo farò… In seguito è arrivata l’esperienza con Teleunotris Siracusa, in redazione con l’ottimo Francesco Nania. In questi anni la mia passione per la professione è cresciuta esponenzialmente e adesso posso dire di aver raggiunto una delle mie prime mete, la direzione di un giornale tutto mio. Zeronove Web TV!”

 

Quale è oggi il significato di questa professione, le sue difficoltà, i pericoli ?

“Come ho dichiarato al Premio Tiche, la professione giornalistica è divenuta ancora più dura per tutti noi (professionisti e free lance). La crisi economica investe ogni settore, il nostro in particolar modo! Molte le redazioni chiuse per mancanza di fondi o per mancanza di coraggio da parte degli editori… Ritengo comunque che in Italia le difficoltà non siano solo di ordine economico. Abbiamo un triste primato nel nostro bel Paese.. quello di una bassissima soglia in merito alla libertà di stampa (siamo dietro a Paesi in via di sviluppo!!!) e questo la dice lunga sulla possibilità di poter fare al meglio il nostro mestiere. Per non parlare della criminalità organizzata che fa ancora oggi, tragicamente, la sua parte colpendo chi come noi vuole portare alla luce fatti e scomode verità! Questo per quanto riguarda l’Italia, il discorso si complica notevolmente se ci riferiamo a quanti tra i colleghi svolgono la professione in zone di guerra all’estero…”

 

In quanto donna senti che c’è una differenza nell’approccio alla notizia? ci sono discriminazioni legate al genere? Difficoltà legate ai ruoli sociali femminili?

“Domanda molto gradita!!! Credo che ci sia un approccio totalmente diverso alle notizie, sarà una questione di sensibilità? O di esperienza di vita vissuta, forse l’essere madre ci aiuta ad immedesimarci più facilmente su temi sociali o persino su fatti di cronaca nera, non ultima la questione del femminicidio che ci tocca molto da vicino. Su questo mi piace sottolineare che mai come in questo particolare momento storico la scelta di un “giusto linguaggio” possa rappresentare la chiave di volta per svolgere con coscienza questo nostro mestiere. Per farti un esempio: scrivere sul giornale “l’ha uccisa per troppo amore” oppure parlare ancora di movente passionale, o ancora una chicca tutta siracusana, una collega scrive più o meno così: “Si è arrampicato sul terrazzo per riconquistare la sua bella” (ovviamente l’innamorato in questione era un pregiudicato che perseguitava l’ex fino a tentare di entrarle in casa con le conseguenze che puoi immaginare..). Per quanto riguarda il capitolo discriminazioni posso dirti che mi sento fortunata perché non ne ho subite. Ritengo i miei collaboratori, capi redattori e direttori con cui ho collaborato delle splendide persone (ma ripeto sono stata fortunata)! So di colleghe che invece hanno alle spalle esperienze di mobbing e più in generale discriminazioni legate al genere, con esplicite minacce e richieste di favori a sfondo sessuale. In quanto alle difficoltà legate ai ruoli sociali femminili: difficile, a volte snervante riuscire a conciliare, lavoro 1, lavoro 2, casa, figli, sentimenti.. beh lasciamo perdere… l’equilibrismo è il nostro mestiere!!!!”

 

 

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