Valeria Contadino: “Mi aspetta un anno importante”


“Mi piace il mio lavoro”. Solare, allegra, innamorata della sua professione l’attrice catanese Valeria Contadino, racconta come la sua esistenza sia stata piacevolmente stravolta dal Teatro, in occasione del premio conferitole durante la VII edizione Ninfa Galatea. “Mi piace studiare con attenzione il personaggio a cui dovrò dare vita, perché nutro un grande rispetto ed infinito amore per la professione dell’attore”.

Attualmente è impegnata sulla scena con L’Avaro di Moliere insieme a Lello Arena per la regia di Claudio Di Palma. Tra poco l’imminente debutto e tanti nuovi progetti per il prossimo inverno.

“Debutteremo il 25 luglio in Calabria e faremo una tournee estiva che toccherà la Toscana, le Marche, il Lazio per poi arrivare in autunno a Roma. Il 2014 sarà un anno ricco di lavori importanti; sarò impegnata con un progetto teatrale diretto da Vincenzo Pirrotta e con Filippo Luna come compagno di scena in un testo molto bello e delicato di Salvatore Rizzo, giornalista del Giornale di Sicilia. Filippo ed io siamo entrambi protagonisti ed è una prova professionale importante per entrambi”.

Il Teatro non è stato il suo obiettivo di partenza. Un iniziale percorso di studi giuridici per poi dirigersi in maniera inscindibile ed esclusiva verso la vita da attrice. Com’è nato questo cambio di rotta?

“Gli studi giuridici si sono incrociati con la vita da teatrante, ma non sono stati completati. Sono una gemelli e come tale il mio carattere è caratterizzato da diversi aspetti; esiste una componente tecnica che si bilancia con quella artistica. Alla fine ha vinto l’animo dell’artista, ma penso che entrambe le cose possano convivere tranquillamente. La vita di un essere umano è fatta di vari elementi ed io sono sempre aperta a nuovi stimoli. Sono molto curiosa per carattere. Mi piace scoprire e conoscere sempre di più”.

Si ricorda la sua prima volta davanti ad un vero pubblico?

“Certo. È stato tutto molto entusiasmante e vivo. La bellezza del teatro è sentire lo scambio energetico tra attore e spettatore. Noi attori ci cibiamo di questo elemento magico, che rende unico ed insostituibile il nostro lavoro”.

Riesce ad immaginare la sua vita senza recitare?

“No! La mia famiglia e il Teatro sono qualcosa che fa parte di me e che coesistono in perfetta armonia. A casa mia si respira teatro. A volte, anche involontariamente, senza volerlo parliamo e ci nutriamo di arte, di recitazione. Non potrei concepire una vita senza il mio lavoro di attrice”.

Mamma di cinque figli e attrice a tempo pieno. Come coniuga il binomio mamma – lavoro, essendo la sua una professione senza orari ben definiti?

“Io credo molto nella mia famiglia e i miei genitori mi aiutano parecchio. La condivisione dei fatti, dei progetti, delle emozioni credo sia la base dell’unione familiare. Si cresce tutti insieme. I miei figli conoscono il mio lavoro, sanno la gioia che provo nel farlo e di conseguenza sono felici anche loro. Avrei potuto fare anche un altro lavoro, ma non per questo sarei stata una mamma più presente ed attiva. È importante la qualità e non la quantità del tempo che si passa con i propri figli”.

Il Teatro ha rivoluzionato la sua vita in tutti i sensi. Il Birraio di Preston di Andrea Camilleri con la regia di Giuseppe Dipasquale, è il lavoro a cui è sentimentalmente più legata. Ci può raccontare cosa è successo durante la messa in scena?

“È vero, perché ho trovato l’ amore. Mi sono innamorata durante lo spettacolo; ho incontrato l’uomo che dopo un anno sarebbe diventato mio marito. Il teatro nella mia famiglia è linfa vitale. Ho conosciuto inoltre Andrea Camilleri, uomo di grande cultura ed impegno. Durante questa rappresentazione ho conosciuto anche Mariella Lo Giudice, il punto di riferimento di tutti i giovani artisti. È stato un  momento unico. La mia vita improvvisamente è cambiata, donandomi tanta gioia ed amore”.

Cosa pensa dell’ attuale situazione in cui versa il Teatro?

“Posso parlare del mestiere dell’attore; è una professione artigianale come il falegname. La pratica è fondamentale in questo lavoro. Si deve essere umili e cercare di rubare il mestiere ai grandi professionisti. Si può ancora essere attori, secondo me, il teatro non è morto e presto ritornerà agli antichi splendori”.

Tra poco sarà protagonista di un videoclip, molto atteso, di Mario Incudine. Possiamo avere qualche anticipazione? 

“Mario è un compagno di lavoro incredibile; ho una grande intesa con lui ed insieme abbiamo fatto dei lavori molto interessanti come quello su Sant’ Agata. Tra qualche giorno girerò insieme a David Coco il videoclip di una delle più belle canzoni dell’ ultimo cd di Mario, nel suggestivo scenario de La Villa Del Casale di Piazza Armerina con i costumi di Marella  Ferrera. C’è una grande aspettativa per questo video e una grande emozione nel realizzarlo. Sarà un lavoro molto particolare ed intenso”.

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