“Saltate da un edificio alto. Prendetevi la vostra vita”. Suona paradossale perdere la vita per riprenderla, eppure questa, non è altro che l’ultima prova di “coraggio” affrontata da chi ha seguito le regole del Blue Whale, il gioco macabro e mortale che ha già fatto centinaia di morti in Russia, dove ha avuto origine e che sta prendendo piede in molti altri Paesi del Mondo, tra cui anche l’Italia. Le vittime vengono adescate sui social da un “curatore”, ovvero una persona che provoca loro stati di alta tensione, paura e sofferenza, che le sceglie giovanissime in quanto più vulnerabili e facilmente manipolabili. Tramite chat, i ragazzini, solitamente di età compresa tra i 9 e i 16 anni, vengono indotti a pensare che la vita sia inutile e che la morte rappresenti l’unica gioia, da conquistare dopo 50 prove una per ogni giorno diverso. L’ideatore del Blue Whale, il 22enne russo Philipp Budeikin, il reo confesso studente di psicologia, è stato arrestato. Attualmente detenuto in carcere, non ha mostrato alcun segno di pentimento.

Blue Whale. Allarme in Italia

Anche sui social network nostrani, non è difficile imbattersi in messaggi preoccupanti. Cercando su Facebook l’hashtag #i_am_whale, col quale occorre pubblicare alcuni post per accedere ai livelli successivi del gioco, si possono trovare immagini inquietanti ed eloquenti. I post sono numerosi e vanno dalle fotografie di giovanissimi sul cornicione dei palazzi, coi piedi penzoloni nel vuoto, a immagini delle ferite auto inferte o della scritta F57 incisa sul palmo della mano, come previsto dal regolamento Blue Whale. Ci sono anche i disegni della balena blu, l’animale da cui prende il nome il gioco. Non si ha comunque la certezza se si tratti di emulazione o di una vera e propria partecipazione al gioco, in molti infatti, stanno chiedendo di segnalare a Facebook tutti i post a riguardo.

Blue Whale. Possibili segnali per capire chi sta giocando

In Russia, esperti, psicologi, associazioni si occupano ormai da qualche anno di questo gioco dell’orrore, hanno messo in guardia i genitori sui possibili segnali da cogliere, per capire se i loro figli sono caduti nella trappola mortale del Blue Whale.

Eccone alcuni:

  • disegni di balene
  • ferite e incisioni sul corpo (in particolare su mani, gambe e braccia)
  • foto sui binari o dal tetto di un palazzo
  • sveglia alla mattina intorno alle 4
  • troppi film horror