Già 41 tartarughine caretta caretta hanno raggiunto il mare. Secondo gli esperti un nido contiene circa un centinaio di uova e quindi un’altra cinquantina di tartarughine sbucheranno dalla sabbia tra poco, dopo il calare del sole, e attraverseranno la spiaggia per raggiungere a loro volta il mare. Il sindaco Bianco: «Queste nascite sono uno straordinario segnale di buon augurio per il futuro della Riserva».

Le uova di Tartaruga Marina (Specie Caretta caretta) che sono state trovate lo scorso mese di luglio in zona Riserva naturale Oasi del Simeto, si sono in parte schiuse, venerdì 19 agosto 2016, 41 piccole tartarughine hanno guadagnato il mare. Secondo gli esperti un nido contiene circa un centinaio di uova e quindi un’altra cinquantina di tartarughine sbucheranno dalla sabbia tra poco, dopo il calare del sole, e attraverseranno la spiaggia per raggiungere a loro volta il mare.

«L’Oasi del Simeto – afferma il Sindaco Metropolitano Enzo Bianco – è tra le più importanti Riserve del Sud del Paese dove è possibile ammirare numerose specie di avifauna protetta, sia stanziale sia migratoria. La nascita di queste tartarughine rappresenta un evento straordinario che spero continui a ripetersi in futuro. Il primo provvedimento che ho firmato come Sindaco Metropolitano – ricorda Bianco – è stato il decreto relativo al progetto di riqualificazione turistica e didattica “Nuova Oasi” che prevede la promozione di attività aggregative, sociali, culturali e didattiche che si svolgeranno con la collaborazione di nove soggetti tra associazioni e cooperative. L’obiettivo è quello di valorizzare questo bene naturalistico anche attraverso una gestione che permetta di “educare e sensibilizzare” i fruitori al rispetto della fauna e della flora endemica tipica del territorio. Creeremo un modello virtuoso – conclude Enzo Bianco – per meglio attirare il turismo degli amanti del settore e per educare le giovani generazioni al rispetto delle aree protette. OggiAggiungi un appuntamento per oggi queste nascite sono uno straordinario segnale di buon augurio».

La schiusa di queste ore è un risultato ottenuto grazie all’azione di volontariato svolta dagli esperti biologi del Wwf, Oleana Prato e Carlo Camera, che insieme ad altri hanno monitorato per più di un mese la spiaggia dell’Area protetta accertando la presenza del nido in questione e di altri dai quali si sono schiuse le uova nei giorni scorsi e continueranno anche in quelli successivi. Questo anche grazie al lavoro svolto dal personale di sorveglianza della Riserva che in più punti ha sottoposto a sequestro diverse piccole strutture balneari abusive: uso improprio della spiaggia che porta al danneggiamento e al deterioramento di habitat e specie protette. Grazie a questa e altre iniziative si è conclamata la nidificazione della Caretta caretta nell’Area protetta considerata la schiusa delle uova quest’anno e quello precedente. Il corretto uso della spiaggia da parte dei bagnanti si coniuga bene con i valori della difesa naturalistica dell’ambiente.