La curcuma è considerata l’oro dell’India, non soltanto per il suo colore giallo ocra. Si tratta, infatti, di una pianta officinale dalle straordinarie virtù. Oltre ad essere molto una delle spezie più apprezzate nella cucina orientale, può essere assunta come un integratore alimentare in grado di migliorare la pelle e svolgere azioni antinfiammatorie. Inoltre, la ricerca scientifica negli ultimi anni si è concentrata molto sulle potenzialità della curcumina nella lotta contro i tumori.

La curcuma nella tradizione antica

Nel continente asiatico la curcuma è conosciuta ed utilizzata come medicina, spezia e colorante da almeno 4000 anni.

La curcuma in polvere

La curcuma in polvere

La pianta, il cui nome scientifico è Curcuma longa, appartiene alla famiglia delle Zingiberacee. Si tratta di piante erbacee perenni, dotate di rizoma e coltivate prevalentemente nelle regioni tropicali. La pianta della curcuma è caratterizzata da foglie lunghe a forma ovale, mentre i fiori sono raccolti in spighe. Il suo nome deriva dalla lingua persiana-indiana e precisamente dalla parola Kour Koum, che significa zafferano; proprio per questo è conosciuta anche come zafferano delle Indie. La spezia, dal sapore dolce e pungente con un retrogusto leggermente amaro, è ricavata dal rizoma (o radice) bollito, essiccato e poi polverizzato finemente. La curcuma dona ai cibi un intenso colore giallo-arancione e rappresenta l’ingrediente predominante di molti curry. Gli usi medicinali della curcuma risalgono ai trattati medici Sanscriti e all’antica medicina Ayurvedica. Nel compendio Ayurvedico di Susruta, risalente al 250 A.C., si parla della curcuma come rimedio per curare gli effetti di avvelenamento da cibo, mentre in altri trattati ayurvedici si raccomanda l’uso della curcuma per curare i sintomi dell’artrite, migliorare la digestione, sciogliere i calcoli biliari, regolarizzare le mestruazioni , liberarsi dei vermi intestinali, reumatismo, diabete, tutta una serie di affezioni respiratorie quali asma, allergia, bronchite, raffreddore, sinusite, e per potenziare l’energia dell’intero organismo. A proposito di curcuma, nella tradizione indiana, in occasione dei matrimoni viene applicata sulla pelle degli sposi una pasta ottenuta mescolando la polvere di curcuma con acqua. Questa cerimonia ha un significato simbolico di purificazione per la coppia.

 

La straordinaria composizione chimica della curcuma

Perché la curcuma ha così tanti benefici ? La risposta risiede nella sua particolare composizione chimica: contiene proteine, zuccheri, resine, oli  essenziali, vitamina C, ferro e potassio ma è alla curcumina, principio attivo più importante, che si deve il forte potere antinfiammatorio ed antiossidante che neutralizza i radicali liberi.

 

Una delle spezie più curative al mondo             

Centinaia di studi scientifici attestano le eccezionali proprietà della curcuma:

ANTINFIAMMATORIE

ANTIOSSIDANTI

ANTIBATTERICHE

ANTITUMORALI

PROTEGGE CUORE ED APPARATO CARDIOVASCOLARE

EPATOPROTETTIVE  E COLERETICHE (aumenta la produzione di bile)

PREVENZIONE E CURA DEL DIABETE

IPERTENSIONE E COLESTEROLO

RAFFORZA IL SISTEMA IMMUNITARIO

MIGLIORA LA DIGESTIONE,CURA LA GASTRITE E I PROBLEMI INTESTINALI

 

Controindicazioni

Pur avendo una tossicità nulla, è controindicato assumere curcuma durante la gravidanza e l’allattamento, se si prendono farmaci anticoagulanti, in presenza di ulcere e in caso di occlusione delle vie biliari è preferibile consultare il proprio medico prima di assumerla.

 

Come aumentare l’efficacia e l’assorbimento dei suoi principi attivi

Purtroppo il contenuto di curcumina è molto basso e questa da sola non viene assorbita bene dal nostro organismo. Un aumento della dose, infatti, non comporta un maggiore assorbimento. Cosa fare quindi per aumentare la sua biodisponibilità e di conseguenza la sua efficacia curativa? Ecco una serie di consigli utili al riguardo

  1. Pepe nero.L’aggiunta di un pizzico di pepe nero incrementa di molto l’assorbimento della curcumina. Ne basta il 3% rispetto alla quantità di curcuma ovvero per un cucchiaino di curcuma corrisponde proprio una spolverata di pepe. La piperina, che è la sostanza chimica chiave nel pepe nero, favorisce infatti l’assorbimento della curcumina.
  2.  Una delle principali ragioni della bassa disponibilità della curcumina nel corpo è a causa della sua bassa solubilità in acqua. Quindi si può mescolare la curcuma con dei grassi come l’olio di cocco, olio di lino,olio extravergine di oliva, ghee, ecc
  3. Combinazione con Quercetina.La quercetina è un pigmento vegetale che si trova in molte piante e alimenti, come il vino rosso, uva rossa, cipolle, tè verde, mele e frutti di bosco. La quercetina inibisce un certo enzima che disattiva la curcumina. Frutta con un colore rosso o blu scuro hanno il contenuto più alto quercetina. Questi includono mirtilli, more e prugne nere. Verdure che contengono la quercetina sono la lattuga scura, il cavolo crudo, cicoria, spinaci crudi, peperoni, fagioli e broccoli crudi.
  4. Alcuni studi suggeriscono che la biodisponibilità della curcumina può essere incrementata riscaldandola poiché il calore aumenta la solubilità della curcumina. Tuttavia va riscaldata per pochi minuti dato che il calore prolungato oltre i 15 minuti distrugge l’85% della curcumina.

Articolo di Lori Arcidiacono