Etna Walking Rural: percorsi turistici in una Sicilia meno nota


Camporotondo Etneo.Veduta sul campo lavico dell'eruzione del 1669 (foto di Giuseppe Di Stefano) per Etna Walking Rural
Camporotondo Etneo.Veduta sul campo lavico dell'eruzione del 1669 (foto di Giuseppe Di Stefano)

Roccia lavica incastonata sul mare, spazi verdi che accolgono filari di viti, l’Etna che domina ovunque. Accanto a una Sicilia più “turistica” ce n’è un’altra forse un po’ meno nota ma non per questo meno bella. L’idea e l’iniziativa di Federalberghi Sicilia è di legare quella Sicilia in un unico percorso turistico, alternativo, che raccolga attorno a sé “itinerari tra terra e mare” all’interno della fascia pedemontana e dell’area ionico-etnea. Nasce così Etna Walking rural che coinvolge dieci comuni: Acireale, Aci Bonaccorsi, Aci Catena, Aci Sant’Antonio, Camporotondo, Mascalucia, San Giovanni la Punta, San Pietro Clarenza, Tremestieri Etneo e Valverde.
Il presidente di Uras/Federalberghi Sicilia, Nico Torrisi, sottolinea: “Vogliamo raccontare un’altra Isola e migliorare la reputazione della destinazione”.
“Parte rilevante del progetto è l’ideazione di una carta sconti, l’Etna promo card, a cui si può accedere da qualsiasi parte del mondo scaricando una semplice applicazione per smartphone, con tanti vantaggi per gli utenti e per le imprese in termini di ritorno di visibilità per le aziende” illustra Sabrina Rapicavoli di Prisma.

Alla presentazione di Etna Walking Rural c'erano Nico Torrisi e Sabrina Rapicavoli, Bice Guastella di Industria 01, Claudio Cocuzza di Add Design che si è occupato del web; Patrizio Galatà di Pronto Turismo, Carmelo Messina dell’Isei, ideatore del progetto.
Alla presentazione di Etna Walking Rural c’erano Nico Torrisi e Sabrina Rapicavoli, Bice Guastella di Industria 01, Claudio Cocuzza di Add Design che si è occupato del web; Patrizio Galatà di Pronto Turismo, Carmelo Messina dell’Isei, ideatore del progetto.

Sul sito www.etnawalkingrural.it si possono trovare le aziende aderenti, l’intero percorso con mappa dinamica, corredato da foto e descrizione dei luoghi da visitare. Tutte le aziende coinvolte esporranno il logo di Etna Walking Rural in modo da essere facilmente distinguibili.

Gli itinerari si dividono in più sezioni: La Natura in città, Il percorso dei Mulini, A strapiombo sul mare. Per agevolare i turisti in possesso dell’Etna promo card sono state attivate delle convenzioni con società di trasporto locali che su richiesta e con piccole navette trasporteranno i visitatori dal mare alla montagna. Numeri e informazioni sono facilmente consultabili sul sito.

I percorsi turistici di Etna Walking Rural

Natura in città
Il territorio è dominato dal bosco di Monte Ceraulo.
Lungo la strada Pedara-Massannunziata si può ammirare ciò che resta dei ruderi della fortezza del Grifo in contrada Ombra, una vecchia masseria sette/ottocentesca ormai in rovina. Dei primi del 700 è anche il Caseggiato Mannino a San Pietro Clarenza. L’edificio più antico del paese è oggi sede della biblioteca comunale.
Da visitare la villa comunale di San Giovanni La Punta, 18 mila metri quadrati di parco, oggi attrezzati con uno spazio giochi. I prodotti di eccellenza di questo territorio sono l’oliva da tavola Nocellara Etnea e l’olio evo Dop Monte Etna di Camporotondo e

Tremestieri Etneo (Chiesa Madre). Foto di Giuseppe Di Stefano per la brochure di Etna Walking Rural
Tremestieri Etneo (Chiesa Madre). Foto di Giuseppe Di Stefano per la brochure di Etna Walking Rural

San Pietro Clarenza. E ancora agrumi, mandorle e fichi d’india. Da assaggiare il vino di San Giovanni La Punta, il vino ombra di Mascalucia e le olive di Tremestieri Etneo.
Ricco il settore dell’artigianato: dal legno alla lavorazione e trasformazione di prodotti quali salumi e conserve, alla lavorazione del ferro battuto e della pietra lavica fino alle antiche produzione di merletti, ricami e tappeti (Mascalucia). Qui l’anima siciliana trova il suo punto di orgoglio e di forza nella caratteristica produzione di carretti siciliani e dei prodotti in pietra lavica di Tremestieri etneo.

Il percorso dei mulini

Il Percorso naturalistico dei Mulini proposto da Etna Walking Rural invita a spostarsi nella vallata che si estende tra la contrada Reitana e Capo Mulini, nell’acese. Si parte da piano Reitana, dove si trovano le sorgenti Cuba, fonte dell’acquedotto Casalotto, usato per l’irrigazione degli agrumeti della costa ionica. La zona della Reitana è di grande interesse archeologico ed è nota per la lavorazione dei lupini.
I ruderi del primo mulino, detto “Spezzacoddu”, si trovano sulla sinistra, prima della strada per Vampolieri. I ruderi del secondo mulino, invece, un tempo ospitavano una scuola di campagna.
Al piano Pescheria ecco il secondo gruppo di sorgenti Funtanedda, con una cupola abbandonata. Questa è una sorgente spenta, Pescheria è, invece, una sorgente attiva.
“Spanneddi” e “Paratore” sono i nomi delle altre due sorgenti che si trovano nella vicina campagna dove nel 1817 fu scoperta una villa romana con il Mosaico del Pegaso. Il terzo mulino “da zia Nedda”, oggi conosciuto come Scardaci, è l’unico ristrutturato che riesce a dare l’idea del vecchio mulino.

Terme Santa Venera al Pozzo (foto di Giuseppe Di Stefano)
Terme Santa Venera al Pozzo (foto di Giuseppe Di Stefano)

Un moderno ponte pedonale, sopra la ferrovia, è la via d’accesso al quarto mulino “U mulino a via”. Da visitare nelle vicinanze, in contrada Baracche, frazione di Acireale, la chiesetta di Sant’Andrea.
Il suggestivo “Percorso dei mulini” prosegue con il quinto rudere “Don Pippino”, attivo fino agli anni sessanta, poi l’ottavo ormai abitazione (lungo la via Montevago) e infine il nono, divenuto luogo residenziale. In zona chiamata “A chianata di Vigo”, si incontra l’ultima sorgente, la mutaddisa.
A Capomulini, uno dei pochi approdi naturali protetti della costa etnea, ha sede l’ultimo mulino, oggi abitazione. Nella piccola frazione si possono trovare tanti ristorantini con terrazza sul mare per gustare le specialità di pesce dello Ionio.
L’abbondante presenza di acqua e il microclima mite del territorio hanno dato vita ai terreni più fertili dell’Etna, da cui molte etichette di eccellenza per prodotti DOC (il vino Etna) e IGP (le ciliegie).
Altro elemento di vita è stata l’argilla, testimonianza di alterne vicende geologiche. La collina dell’Olivo S. Mauro-Torre Reitana e dei Mulini, costituiva, fino a qualche decennio fa, l’area per il prelievo dell’argilla che ha dato il via ad una florida e millenaria produzione di ceramiche.

A strapiombo sul mare

Garritta- S.M.-La-Scala-etna-walking-rural
Nell’itinerario di Etna Walking Rural è inserita anche la Garritta Santa Maria La Scala (foto di Giuseppe Di Stefano)

La zona costiera di Acireale è caratterizzata dalla Timpa, una riserva naturale a strapiombo sul mare. Questo costone lavico di circa 80 metri di altezza offre uno spettacolo meraviglioso di natura selvaggia e pressoché incontaminata. Una vera e propria “terrazza” sul mar Ionio, grande più di 225 ettari. Per ammirare la riserva esistono solo pochi percorsi accessibili ai visitatori.

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