Il no di Borgese a Mussolini: un nuovo libro racconta lo storico rifiuto


Nel 1931, venne emanato un decreto con il quale si imponeva ai professori universitari italiani un giuramento di fedeltà al regime fascista; negandosi a tale impegno, il docente sarebbe stato estromesso dall’insegnamento. Sono poco più di una dozzina i nomi dei professori universitari che su 1250 rifiutarono il giuramento. Molti di loro si ritirarono a vita privata mentre altri scelsero l’esilio.
Tra di loro vi è anche Giuseppe Antonio Borgese. A ottanta anni dall’invio della prima lettera in cui Borgese motiva il suo rifiuto al giuramento fascista, le Lettere a Mussolini vengono oggi ristampate, dopo la prima e unica pubblicazione del 1950. Un documento di eccezionale valore civile e di grande tensione etica, un modello di resistenza al potere e a tutti i totalitarismi. No, io non giuro, le Lettere a Mussolini di Giuseppe Antonio Borgese con un saggio critico di Gandolfo Librizzi (Navarra Editore) sarà presentato mercoledì 29 ottobre alla Feltrinelli Point Messina da Antonio Saitta, ordinario di Diritto Costituzionale all’Università di Messina. Sarà presente l’autore Gandolfo Librizzi (nella foto in basso).

gandolfo librizzi
No, io non giuro costituisce un numero speciale della collana di saggistica Navarra Editore, Officine. Un lavoro di recupero e valorizzazione della memoria, un cofanetto di studi comparativi che contiene due volumi: No, io non giuro. Il rifiuto di G.A. Borgese, una storia antifascista, e Lettere a Mussolini.
Grazie all’indagine condotta su diverso materiale storico, bibliografico, su carteggio privato e su altro materiale biografico inedito – soprattutto i Diari americani e alcune lettere inviate ai familiari – il testo, come spiega una nota della casa editrice, offre al lettore la ricostruzione di un complesso contesto storico nel quale maturò il ricco travaglio interiore di Borgese di fronte ai dilemmi del suo tempo in rapporto a Mussolini e al fascismo. G.A.-Borgese-low
Giuseppe Antonio Borgese era docente universitario, romanziere, giornalista e critico letterario, dopo la rottura con l’Italia fascista si trasferisce negli Stati Uniti, dove risiede fino al 1948. Tornato in Italia, riprende il suo ruolo di docente alla cattedra di Estetica all’Università di Milano e di critico per il Corriere della sera.

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1 Commento

  1. KATE 40
    27 ottobre 2014
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    E’ importante divulgare notizie su personaggi che vanno presi ad esempio per per la coscienza morale e per la coerenza dei princip. Complimenti anche all’editore Navarra.i

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