Si apre il sipario sulla nuova stagione di NuovoTeatro 2025-26 con il debutto nazionale di Quartett, capolavoro di Heiner Müller, in scena al Piccolo Teatro della Città di Catania. Lo spettacolo, diretto e interpretato da Maximilian Nisi accanto a una magnetica Viola Graziosi, trascina lo spettatore in un duello serrato, intellettuale e carnale.
Quartett. Il testo
Il testo di Muller è ispirato al celebre romanzo Le relazioni pericolose di Laclos. Al centro della storia la marchesa di Merteuil e il visconte di Valmont, figure emblematiche dell’aristocrazia settecentesca, che appaiono qui spogliati di ogni maschera sociale, rinchiusi in un bunker atemporale, sottolineato da una scenografica efficace e decadente.
Infatti, la scena, curata da Vincenzo La Mendola (autore anche dei costumi), è volutamente claustrofobica e fatiscente. In questo spazio opprimente, il tempo è scandito dal ticchettio incessante di un orologio e dal suggestivo tappeto sonoro di Stefano De Meo, mentre luci fioche illuminano un gioco di specchi deformanti.
Il cuore del dispositivo scenico è lo scambio d’identità: i due protagonisti rievocano le proprie conquiste attraverso un perverso gioco di ruolo. Valmont diventa Merteuil, Merteuil interpreta Valmont; poi scivolano nei panni delle loro vittime, Cécile de Volanges e Madame de Tourvel.
Quartett. L’adattamento
L’adattamento di Maximilian Nisi introduce una variazione significativa rispetto al testo originale: inverte i ruoli sin dall’inizio, sottolineando la crisi dei generi nella contemporaneità. Le donne irrompono nella sfera maschile e gli uomini, vedendo vacillare il proprio ruolo, reagiscono con confusione e violenza. È un’analisi lucida sulla perdita dei sentimenti a favore di una sopraffazione reciproca.
Intense le interpretazioni di Viola Graziosi e Maximilian Nisi che adottano un linguaggio crudo e frammentato restituendo la ferocia di un mondo in rovina, dove l’amore non ha nulla di romantico. Per questo motivo, Quartett si conferma un’opera necessaria, che pone interrogativi e spinge alla riflessione. E la frase finale pone l’accento su questo concetto: “Merteuil: Adesso siamo solo morte, amore mio”.
Dopo il debutto lo spettacolo si sposterà al Teatro Franco Parenti di Milano (dal 27 gennaio al 1° febbraio) e alla Sala Bartoli del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia (il 2 e 3 febbraio).





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