Al Piccolo Teatro della Città, va in scena la piéce di Gaudé


gaude
Viviana Lombardo - Medea Kali

Una nuova divinità della morte, della danza, e dell’amore. Una ferita aperta che lascia credere alla sua propria follia, divenendo un’ombra luminosa. Sabato 23 novembre (ore 21) e domenica 24 novembre (ore 18) al Piccolo Teatro della Città – Centro di Produzione Teatrale, nell’ambito della Stagione Nuovoteatro del Teatro della Città-Centro di Produzione Teatrale, va in scena la pièce Medea Kali di Laurent Gaudé, diretta da Beno Mazzone e interpretata da un’intensa Viviana Lombardo. Lo spettacolo, con la voce di Alessandro Vella e le musiche Antonio Guida, è prodotto dal Teatro Libero Palermo e racconta la storia di una donna in tutta la sua forza poetica, alle radici del tempo, fra Occidente e Oriente. Laurent Gaudé si impossessa del mito di Medea e la riscrive nel 2003. Ridà a Medea una nuova origine, l’India, un nuovo popolo, la casta degli intoccabili e dei nuovi poteri. Diventa la dea della morte, della danza e dell’amore. Ribattezzata Medea Kali, ritorna a Corinto parecchi anni dopo la sua fuga, più ubriaca di vendetta e d’amore che mai, per il suo ultimo viaggio. Medea Kali è una ferita aperta nell’amore, che lascia credere alla sua propria follia, e alla sua fuga nell’inspiegabile, l’inviolabile, l’insostenibile, l’innominabile per una ricerca di pace. Diviene un’ombra luminosa creata dalla potenza suggestiva delle parole. Ci permette di entrare nell’intimità di una figura antica ma risolutamente attuale. È un grido di donna che attraversa i secoli per farci riflettere e dar luce al nostro vivere attuale, con tutti i possibili riferimenti alle storie di cui sono piene le cronache.

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