Un bando che rischia di trasformarsi in un’occasione persa per il tessuto produttivo siciliano. È questa la dura posizione espressa da Unimpresa Sicilia in merito all’avviso per l’intervento SRD01
(“Investimenti produttivi agricoli per la competitività”), inserito nella programmazione regionale della PAC (Politica Agricola Comune).
L’associazione ha formalmente richiesto un incontro all’Assessore regionale all’Agricoltura, Luca Sammartino, per sollecitare una revisione dei criteri di accesso che, allo stato attuale,

penalizzerebbero la quasi totalità degli operatori locali.
Il nodo della discordia: la soglia dei 250.000 euro
Il punto critico individuato riguarda la soglia minima di investimento, fissata a 250.000 euro. Una cifra definita “fuori mercato” rispetto alla realtà siciliana, dove il 94% delle aziende agricole è costituito da piccole e medie imprese, spesso a conduzione familiare.
«Una soglia di questo livello rischia di restringere drasticamente la platea dei beneficiari», sottolinea Giuseppe Spadafora, presidente regionale di Unimpresa Sicilia.
«L’agricoltura siciliana non è fatta da grandi colossi capitalizzati, ma da una rete diffusa di aziende che rappresentano il cuore economico e il presidio fondamentale del nostro territorio».
Il confronto con gli standard ordinari
Unimpresa rileva un’evidente discrepanza tra il bando attuale e la programmazione di riferimento: solitamente, per interventi analoghi, le soglie ordinarie si attestano intorno ai 20.000 euro.
Il salto a un quarto di milione di euro renderebbe lo strumento accessibile solo a una cerchia ristrettissima di operatori, vanificando l’obiettivo di modernizzazione del comparto.
Nuove nomine e sfide del settore
Per dare forza alla propria azione sindacale, Unimpresa Sicilia ha nominato i nuovi responsabili del settore Agrifood: Pierluigi Reale e Paolo Caruso.

La sfida è cruciale: il settore primario siciliano sta affrontando una crisi senza precedenti, stretta tra:
Eventi climatici estremi e siccità.
Aumento vertiginoso dei costi di produzione.
Fragilità economica post-crisi energetica.
Secondo l’associazione, la programmazione dei sostegni UE deve essere uno scudo per queste fragilità, non una barriera d’ingresso insormontabile.
In sintesi: le richieste di Unimpresa Sicilia
Incontro immediato con l’Assessorato all’Agricoltura.
Abbassamento della soglia minima di investimento per riflettere la taglia media delle aziende siciliane.
Adeguamento dei criteri agli standard previsti dalla programmazione ordinaria (circa 20.000 euro).





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