Vino, storie e territorio: a Catania la festa dei Vignaioli Indipendenti


Non sono solo produttori, ma custodi di un modello che va dalla terra alla bottiglia. Eppure, l’identità dei Vignaioli Indipendenti (FIVI) fatica ancora a essere pienamente compresa. Per accorciare le distanze tra chi il vino lo fa e chi lo beve, la delegazione siciliana della Federazione ha scelto Catania come palcoscenico per il “Sabato del Vignaiolo”: un’iniziativa nazionale che, il prossimo 9 maggio a partire dalle 17, porterà le storie e i calici dei produttori locali tra la gente, nella cornice di Piazza Scammacca.

Il modello della filiera verticale

Al centro della missione FIVI c’è Ampelio, l’omino stilizzato con una cesta d’uva che proietta l’ombra di una bottiglia. Un simbolo che racchiude la “filiera verticale”: il vignaiolo coltiva le proprie uve, vinifica e imbottiglia sotto la propria responsabilità.

Vogliamo che i cittadini capiscano cosa si cela dietro la dicitura integralmente prodotto e imbottigliato all’origine“, ha spiegato Carmela Pupillo, vice presidente nazionale FIVI, durante la conferenza stampa. “È un’espressione che testimonia un lavoro senza intermediazioni, spina dorsale del sistema vitivinicolo italiano“.

Le sfide: burocrazia e rappresentanza

Nonostante il fascino del modello, le criticità non mancano. In Italia, a differenza della Francia, manca ancora un riconoscimento giuridico specifico per il vignaiolo, equiparato normativamente alle grandi cooperative industriali.

Andrea Annino, delegato regionale FIVI Sicilia, ha puntato il dito sulla sproporzione dei controlli e sui limiti dei consorzi:

“Il vignaiolo svolge tre lavori: agricoltore, cantiniere e commerciante. Questo si traduce in una burocrazia tripla. Inoltre, nei consorzi il peso decisionale è legato ai volumi: i piccoli produttori, di fatto, non hanno voce in capitolo“.

Un altro nodo resta l’enoturismo: “Oggi è paradossalmente difficile spedire una bottiglia ai turisti stranieri che visitano le nostre cantine per colpa di vincoli fiscali europei superati”, ha aggiunto Pupillo, auspicando soglie di accesso ai bandi internazionali più eque per le piccole realtà”.

L’evento: il vino incontra la città

Il “Sabato del Vignaiolo” segna una svolta strategica: per la prima volta i produttori escono dalle cantine per dialogare in uno spazio urbano aperto. Per Nicola Vitale, CEO di Piazza Scammacca, l’evento trasforma il centro storico in un luogo di cultura enologica autentica, mentre Giulia Fichera sottolinea l’importanza di una “narrazione contemporanea” capace di unire territori e linguaggi diversi.

Il Programma del 9 Maggio

L’appuntamento a Piazza Scammacca prevede un percorso denso di approfondimenti e convivialità:

Ore 17:00: Apertura banchi d’assaggio con i produttori FIVI.

Ore 18:00: Masterclass sui rossi (AIS) con Mariagrazia Barbagallo.

Ore 18:30: Masterclass sui bianchi (ONAV) con Danilo Trapanotto.

Ore 19:30: Talk pubblico con i vertici FIVI, partner tecnici (Verallia) e sommelier.

Extra: Degustazione di olio extravergine a cura della FIOI (Olivocoltori Indipendenti).

Ore 21:00: Chiusura in musica con il dj set in vinile di Frankie Raiti & K.V.A.

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