Giancarlo Orsini: “Vi spiego cos’è il progresso”


“Prima di guardare avanti dovremmo guardare indietro e capire da dove siamo venuti”. Scandisce bene le parole Giancarlo Orsini, si muove con sicurezza, si fa accompagnare da un efficace sottofondo musicale nei passaggi clou del suo intervento. Un tour siciliano per il future performer che ieri è stato ospite dell’Istituto san Giuseppe, in via G.B. De La Salle a Catania, per il convegno “Centodieci è progresso”, organizzato da Family Banker Office di Corso Italia 141 (Banca Mediolanum).

Ha parlato di progresso, futuro e tecnologia in architettura, energia, finanza, internet, medicina, scienza, trasporti. Ne è scaturito un quadro poco edificante dell’Italia. “Quando qualcuno mi dice che questo Paese rischia di morire, sapete come rispondo?”. Qualcuno in sala sorride, qualcun altro prova ad azzardare una risposta. Lui ride, poi dice: “Io rispondo che è già morto. Ma ci sono gli italiani che sono vivi”.

Parte da un piccolo gioco sul grande schermo la sua analisi di ciò che in questo Paese facciamo bene  e male. Design, agroalimentare, beni artistici e culturali e turismo sono i quattro settori su cui questo Paese dovrebbe puntare l’attenzione. E invece? “Credo che si sufficiente fornire un semplice dato per comprendere quanto siamo bravi a non valorizzare quello che abbiamo – prosegue Orsini –I 3.400 musei italiani incassano tutti insieme il 38% di quello che incassa il solo Metropolitan Museum di New York”.

E se questo dato non dovesse bastare, ne cita un altro. Una recente classifica fatta su 28 paesi del mondo a “misura di turista”, la nostra Penisola occupa la ventiseiesima posizione.

Che fare allora? Di soluzioni e consigli Orsini ne fornisce diversi. È ottimista, lui, lo si evince senza difficoltà.

“Bisogna guardare avanti e pensare globale. Imparare a valorizzare quello che abbiamo e saperlo vendere all’estero – dice – Bisogna conoscere l’inglese, l’informatica e sapersi integrare con altre realtà”.

Un po’ come a dire: è cambiato il gioco ragazzi, guardare al passato può andar bene ma solo se ti proietti nel futuro.

Articolo Precedente “L’Isola del Sacro Graal. Viaggio nella Sicilia templare”
Articolo Successivo Women in progress, universo al femminile tra danza, moda e arte

Scrivi un Commento

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *