Coppie gay: cosa stabilisce la legge


coppie gay Foto Brunella Bonaccorsi
Foto Brunella Bonaccorsi

“La  legge 20 maggio 2016 n. 76, riformando il diritto di famiglia, ha introdotto  le unioni civili per le coppie dello stesso sesso, da un lato, e la possibilità per le coppie conviventi, indipendentemente dal sesso dei loro componenti, di regolare gli effetti patrimoniali della loro convivenza”. L’avvocato Lucia Tuccitto, titolare dello Studio Legale Tuccitto, spiega le novità in materia. Dopo l’interesse suscitato dall’articolo sull’arrivo di un bambino per Agata e Serenella, come riportato dall’articolo cliccabile qui, abbiamo chiarito alcuni punti con l’avvocato Tuccitto.

Avvocato che diritti hanno acquisito?

“Le unioni civili si costituiscono tra due persone maggiorenni dello stesso sesso, attraverso una dichiarazione effettuata di fronte all’ufficiale di stato civile e alla presenza di due testimoni.

L’avvocato Lucia Tuccitto. Foto Brunella Bonaccorsi

Le parti acquistano gli stessi diritti e assumono i medesimi doveri. Dall’unione civile deriva l’obbligo reciproco: all’assistenza morale e materiale; alla coabitazione.

Rispetto al matrimonio la legge Cirinnà (n. 76/2016) non fa cenno né all’obbligo di fedeltà né a quello di collaborazione. Pertanto gli obblighi reciproci derivanti dall’unione civile a carico delle parti riguardano la coabitazione e l’assistenza morale e materiale. La legge Cirinnà estende ai partner dell’unione civile parte la disciplina sulle successioni riguardante la famiglia”.

Ci spiega meglio nello specifico?

“Precisamente, con specifico riferimento ai profili successori, il comma 21 dell’articolo unico della legge n. 76/2016 prevede, in particolare, che alle parti dell’unione civile si applicano gli articoli relativi alla disciplina della successione legittima, della successione legittimaria, dell’indegnità. Di conseguenza, in questi casi ogni riferimento al coniuge deve essere esteso anche alla parte dell’unione civile”.

Cosa succede nell’ambito lavorativo?

“In materia di diritto del lavoro, per quel che riguarda l’indennità sostitutiva del preavviso e trattamento di fine rapporto, l’art. 1, comma 17 della Legge Cirinnà riconosce il diritto al pagamento delle indennità di legge  in caso di morte del lavoratore.

In caso di scioglimento dell’unione civile, come avviene in caso di divorzio, l’attribuzione del diritto all’assegno di mantenimento comporterà, in assenza di matrimonio o di una nuova unione civile, il diritto al pagamento del 40% del Trattamento di fine rapporto dell’ex partner, maturato negli anni in cui il rapporto di lavoro è coinciso con l’unione civile.

All’unione civile si applica la disciplina in materia di congedo matrimoniale.

Anche per quanto riguarda il recesso del datore di lavoro, si applica la nullità in caso in cui esso venga comunicato  entro un anno dalla celebrazione dell’unione civile”.

Possono sposarsi ovunque vogliano o un sindaco può opporsi?

“È prevista la registrazione degli atti di unione civile nell’archivio dello stato civile.

È un diritto riconosciuto dalla legge e pertanto se il comune non ha adottato il registro delle unioni civili, a mio avviso, compie un gesto illegittimo. È anche vero che oramai sono molti i comuni che si sono dotati del registro delle unioni civili che ricordiamo serve anche per annotare le registrazioni delle coppie di fatto”.

La legge 40 ha dato via libera all’eterologa in Italia ma solo per coppie etero e sposate. Cosa prevede per le coppie gay?  Se una coppia omosessuale decide di avere un bambino all’estero e vuole regolarizzare la posizione in Italia dando entrambi i cognomi delle mamme può farlo? Cosa stabilisce la legge a riguardo? 

“La questione controversa, che è stata eliminata dal disegno di legge in fase di approvazione in Senato, concerne l’ipotesi della coppia omosessuale che conviva con i figli minori di uno dei due, nati da un apporto esterno, fecondazione eterologa ovvero gestazione per altri, instaurando un rapporto di genitorialità sociale con l’altro componente della coppia.

Finora solo le coppie eterosessuali non sposate potevano chiedere il riconoscimento anticipato del nascituro se il papà lavora all’estero o se il parto è a rischio.

Per il riconoscimento prima del parto i genitori devono presentare all’Ufficiale di Stato Civile un certificato di gravidanza e rilasciare una dichiarazione di riconoscimento di nascituro, che avrà efficacia solo dopo la nascita.

Ma in caso di coppia omosessuale non c’è la presunzione di genitorialità, quindi se la mamma che porta avanti la gravidanza dovesse non sopravvivere al parto, il bambino o i bambini resterebbero – di fatto – senza genitori riconosciuti dalla legge.

Con una sentenza a Sezioni Unite la Corte di Cassazione ha stabilito il divieto della trascrizione da parte dell’anagrafe per i figli nati da maternità surrogata all’estero che possono però essere adottati”.

Cosa succede in casi di maternità surrogata?

“Ricorrere alla maternità surrogata in Italia è vietato (tanto che, in presenza di certi elementi, è considerato reato) e il divieto vale anche per le coppie che si recano in Paesi dove è permessa per ricorrervi.

La cassazione ha ribadito che il bambino, nato tramite ricorso alla maternità surrogata, non potrà mai avere, in Italia, come genitore “legale” colui che non è genitore biologico o genetico, ovverosia quel genitore che non lo ha partorito o non gli ha trasmesso il suo DNA.

In base alla sentenza, infatti, il genitore “d’intenzione” o genitore “sociale” (chi svolge o vuole svolgere le funzioni di papà o mamma senza però esserlo effettivamente) potrà adottare il figlio, anche se nato da maternità surrogata. Un percorso sicuramente più lungo e complesso (e non tutelante al 100%) rispetto a quello oggi considerato illecito ma che, secondo i Giudici, meglio risponde ai principi fondamentali del nostro ordinamento”.

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