Angelo Tosto e Gionni Allegra in Avevate mai visto due geni tali?


Gionni Allegra
Angelo Tosto e Gionni Allegra

Quale migliore performance se non quella di “Avevate mai visto due geni tali?”, con  Angelo Tosto e Gionni Allegra, per salutare l’associazione Liber-arti giunta alla fatica conclusiva della stagione?

“E’ gradita l’infradito scura”, così troneggia l’invito ad una mise scanzonata e gioviale in cui dell’etichetta formale resta solo la tinta. Posta in calce alla locandina, che invita tutti al teatro Piscator stasera alle ore 20.30, è un particolare assolutamente non trascurabile, che lascia presagire lo spirito di una serata all’insegna di un coinvolgimento tutto gioviale ed anticonformista.

Angelo Tosto e Gionni Allegra

Uno spettacolo che vedrà i due protagonisti in una sorta di scherzo gioioso, messi a dura prova nella loro “genialita’” con un repertorio che spazia dal teatro alla musica, al soliloquio, al mimo, vissuto tutto all’insegna della leggerezza e del divertimento. Tutto nasce dal sogno di un famoso attore desideroso di dirigere un’orchestra dal vivo, sotto l’egida del maestro Riccardo Muti, padrino della serata. E poi? … Ne vedremo delle belle.

Ma questo è solo l’ultimo successo scenico di una rassegna che, dopo l’esuberante performance “L’Amore è… Salvo?”, aveva scelto la pièce di Evelyn Famà “Comici pezzi di falsomagro” per il suo debutto, lo scorso marzo, presso il Borghetto Europa. Proprio in quell’occasione Rossana Bonafede e Lorena Salerno, madri e madrine dell’associazione Liber-arti, avevano –appunto- estrapolato dal loro sempre magico cilindro un progetto culturale, libera espressione di teatro ed arte,  nato con lo scopo di far conoscere attori e luoghi conducendo per mano il pubblico presso location di volta in volta differenti con testi che hanno spaziato da “A testa Sutta” di Luana Rondinelli, con Giovanni Carta, a “Che barba, Luigi” di Lorena Salerno, con Pietro Montandon e “Ora ti cuntu”, rivisitazione su Shakespeare in dialetto ragusano, di e con Rosario Minardi.

“Ma ora ci fermiamo –dice Lorena- e non sappiamo se continueremo, perché io e Rossana siamo due piccole formiche che si autogestiscono e fare cultura oggi è davvero difficile e dispendioso, l’anno prossimo chissà, magari cambieremo formula…”

 

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