Un tranquillo week-end di cultura: Catania tra musei ed eventi


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A chi si lamenta della ripetitiva uggiosità della vita in città, Catania ha voluto rispondere, lo scorso week-end, proponendo eventi esotici e un po’ folli. La Notte dei musei, la Giornata Internazionale del Libro, il “comple-morte” del bardo Shakespeare, sono stati tutti ottimi pretesti per festeggiare con della sana cultura, a prezzi ridotti. Per chi ne ha avuto voglia, il piatto, stavolta, è stato veramente abbondante. Qui di seguito, solo alcune delle tappe possibili di un itinerario reso ancor più allettante dal tepore primaverile.

notte dei musei
Notte dei musei. Museo della follia
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Il museo tattile

Un’esperienza particolarmente stimolante per aguzzare i restanti quattro sensi, escludendo la vista, l’ha proposta il Polo Tattile Multimediale di Catania, con il Museo Tattile di Via Etnea 602. Invogliati, confessiamolo senza troppe reticenze, dal prezzo ridotto in occasione della Notte dei Musei, più di 700 persone tra turisti, non vedenti ma soprattutto curiosi vedenti, hanno affollato la struttura fin dal primo turno delle 19, per farsi guidare prima dal tatto, nel percorso che conduceva alla scoperta di accurati plastici, come quello della Piana di Giza, della Valle dei templi di Agrigento, e tutti quelli dedicati a Catania; e che successivamente sfociava in una Pinacoteca un po’ particolare. “Spiegare i quadri ai non vedenti, tramite i colori è semplicemente inutile, per questo in questa pinacoteca, quadri celebri sono realizzati tutti in rilievo e costruiti con diversi materiali”, spiega la guida Miriam Riggio. Dopo, bendati, l’accesso al giardino sensoriale, dove a condurre i visitatori saranno solo gli odori e le superfici toccate. Infine un buon caffè, assaporato ancora al buio, per amplificare le risposte delle papille gustative. “Su 100, solo 5 dei visitatori erano non vedenti. A prendere al volo l’occasione sono stati quindi i visitatori desiderosi di una nuova esperienza culturale, che li ha resi, a fine percorso, tutti entusiasti e sbalorditi” conclude Miriam.

IMG-20160426-WA0008A qualcuno, magari, questo percorso, non è sembrato abbastanza folle. Ecco entrare in scena, allora, il Museo della Follia, allestito nel Castello Ursino di Catania dal 21 aprile al 20 ottobre prossimi. Anche in questo caso, l’occasione dell’ingresso dimezzato, è stata ghiotta sia per chi non vedeva l’ora di andare, per chi si è trovato lì per caso, per chi è stato semplicemente costretto dalla sua fidanzata, e persino per chi aveva voglia di rivedere la mostra. L’esposizione si apre, forse un po’ freddamente con le opere di Antonio Ligabue, tuttavia si riprende presto, soprattutto con l’atmosfera inquietante suggerita dalla semplice e decontestualizzata esposizione di oggetti, utilizzati nei manicomi, ma di quotidiano uso comune. Particolarmente suggestive le sculture di Cesare Inzerillo, e destabilizzanti i dipinti del pittore contadino Pietro Ghizzardi. A rendere ancora più macabra la grande installazione dei ritratti di pazienti psichiatrici, qualche problema tecnico con le luci al neon, che si spegnevano ad intermittenza.

notte-dei-musei-2Un vento d’Oriente ha infine investito il fine settimana, offrendo, anche, qualcosa di veramente esotico e diverso: il Japan Fest. L’iniziativa tenutasi all’Istituto Ardizzone Gioeni, di Via Etnea 595, stupisce innanzitutto per la location. Meravigliosa la struttura interna, forse troppo a lungo trascurata. Le attività proposte nei due giorni del Festival (23-24 aprile) spaziavano da laboratori, conferenze e work-shop temporanei tenutasi al primo piano, e attività permanenti al piano terra come lo Shiatsu, lo Shodo, Origami, e il Giardino Zen. Fisse anche le IMG-20160426-WA0009mostre dell’elegante Calligrafia Giapponese e le opere caratteristiche e d’immenso valore del Maestro Utagawa Kunisada. L’area Palco, vivissima, e straordinariamente puntualissima nel rispetto della scaletta prevista, alternava dimostrazioni di arti marziali, artisti in cucina e il tanto agognato Japan Cosplay Challenge. Immersi nell’atmosfera sognante, poetica e fumettistica nipponica, tra canne di bambù e odori di noodles, si potevano incontrare in giro, le più internazionali versioni di Voldemort, Anastasia e della piccola Pollon, fino ai celebri Ranma e Ryoga, assieme a svariati personaggi dell’infinito macrocosmo dei manga giapponesi. Difficile resistere alla tentazione di comprare un Kimono. Lo scopo del festival di creare un’aggregazione sociale, diffondendo la cultura nipponica è sicuramente riuscito.

 

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