Alla Sala Verga va in scena Il Mercante di Venezia con Franco Branciaroli


Il Mercante di Venezia

Nell’ambito della Stagione del Teatro Stabile di Catania, va in scena il 4 aprile alle 20.45 IL MERCANTE DI VENEZIA.

Rappresentato per la prima volta a Londra nel 1598 – uno dei testi più celebri e rappresentati e sempre moderno di William Shakespeare,  che con i suoi potenti temi universali pone al pubblico contemporaneo questioni di assoluta necessità:

  • scontri etici,
  • rapporti sociali e interreligiosi mai pacificati,
  • l’amore,
  • l’odio,
  • il valore dell’amicizia e della lealtà,
  • l’avidità
  • e il ruolo del denaro.

Un testo importante che il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia assieme al Centro Teatrale Bresciano e al Teatro de Gli Incamminati producono in un nuovo, raffinato allestimento firmato da Paolo Valerio. Lo interpreta una notevole compagnia d’attori capeggiata da Franco Branciaroli, che ricopre magistralmente il ruolo di Shylock, figura sfaccettata, misteriosa, crudele nella sua sete di vendetta, ma che spiazza gli spettatori suscitando anche la loro compassione.

Il mercante di Venezia, la trama

A lui, ebreo, usuraio, si rivolge Antonio, interpretato da Piergiorgio Fasolo, ricco mercante veneziano, che pur avendo impegnato i suoi beni in traffici rischiosi non esita a farsi garante per l’amico Bassanio che ha bisogno di tremila ducati per armare una nave e raggiungere Belmonte, dove spera di cambiare il proprio destino.

Shylock che ha livore verso i gentili e sete di vendetta per il disprezzo che gli mostrano, impone una spietata obbligazione. Se la somma non sarà restituita, egli pretenderà una libbra della carne di Antonio, tagliata vicino al cuore.

Parallelamente allo scellerato patto che Antonio sottoscrive, evolvono altre linee del plot creando un’architettura drammaturgica di simmetrie e specularità dense di senso.

Dietro a questo ‘sport’, a questa ignobile beffa, c’è una storia di vendetta, di denaro, di tradimenti, di emarginazione. E carne e sangue: Shylock ne è ossessionato.

Appena l’intervento del giovane avvocato salva la vita di Antonio e condanna Shylock, il mercante però rovescia la violenza dell’ebreo in una violenza altrettanto brutale chiedendo per lui la forzata conversione al cristianesimo.

Da una parte, allora, c’è il cruento cannibalismo di Shylock, e dall’altra, apparentemente, un martire cristiano: però questo cristiano, appena scende dalla sua croce, come prima azione obbliga l’ebreo alla conversione, imponendogli di fatto il corpo di Cristo.

Ma nell’immaginario degli spettatori è la ‘libbra di carne’ a rimanere impressa”.

 

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