Compagni di cammino è l’ora del rito


compagni di cammino
Il rito dello zaino dei Compagni di cammino

Anche il cammino ha i suoi riti. La preparazione dello zaino, per esempio. I Compagni di Cammino, che stanno viaggiando a piedi sui Monti Peloritani, hanno un rito di partenza speciale: si riuniscono in cerchio e leggono un pensiero, una massima, un passo dedicato al cammino. Luca Gianotti legge dal suo libro-agenda Parole in Cammino, Mauro Agliata dai Figli dei Giorni di Eduardo Galeano. Luca ha tracciato sentieri da Creta alla Sardegna, Mauro esplora ogni anno con altri viaggiatori consapevoli i luoghi della Val d’Aosta e del Piemonte, ma anche la Via degli Abati. Ora entrambi sono qui per esplorare questi luoghi ancora poco frequentati dal turismo che viene in Sicilia. Così come gli abruzzesi Luca Maria Nucci del Parco Sirente Velino, guida della Compagnia dei Cammini sull’Alpe di Devero in Piemonte e a Capraia, e Cesidio Pandolfi che fa la guida nel Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise e sul Gran Sasso, ma anche sul Cammino di San Francesco, fra Romagna, Toscana e Umbria: entrambi sono esperti di natura e soprattutto di fauna, visto che nei boschi della loro regione vivono orsi, lupi, camosci e cervi. Un altro rito è riconoscere le tracce lasciate dalle bestie: orme, escrementi, ciuffi di pelo nei reticolati e sulle cortecce degli alberi.
Sono pochi gli animali che hanno incontrato i Compagni di Cammino su questa strade: qualche gregge, caprette al pascolo, un cavallo e cani. Ieri, partiti da Fiumedinisi e in cammino verso Alì, Angelo, giovane pastore con bastone, ha accolto i camminanti sulla strada con Giacomo, diffidente border collie che lanciava un’occhiata alla comitiva e l’altra al gregge che brucava nella vallata sottostante. Animali pochi, ma natura tanta. Da quando sono partiti, i viandanti hanno attraversato un campionario di specie arboree: noccioli, castagni, querce, roverelle, pini, tante piante aromatiche. La nepitella che profuma i bordi delle strade, il finocchetto, la menta. I verdissimi prati sotto gli ulivi sono di trifogli, gli agrumeti sono carichi di frutti. E’ una natura fertile, generosa e odorosa quella che si attraversa quando si cammina in Sicilia. Un rito consiste anche nel cogliere qualche frutto che sporge dalle recinzioni, un piccolo dono che il viandante si concede senza farsi vedere dal contadino. Per gratificarsi, ma anche per assaggiare i prodotti della terra che sta calpestando.foto (17)
La quinta tappa del viaggio è approdata a Itala, paesino che sta conoscendo una rinascita del turismo, soprattutto straniero, grazie alla Pro Loco e alle Giare, albergo nato una quindicina di anni fa da una casa del Settecento che la famiglia Crisafulli si tramanda da generazioni. Domenico l’ha restaurata arredandola con i vecchi mobili di famiglia e ne ha fatto anche un piccolo museo con i cimeli di casa, garibaldini e antifascisti. Utimo rito del giorno: gli auguri a Nanni Di Falco, la guida siciliana della Compagnia, e Marina Pissarello, donna di Liguria e di deserti (leggetevi Oasincammino.net). Hanno compiuto gli anni e il regalo è stata la torta “Sette veli” arrivata dalla pasticceria Cappello di Palermo. L’ha portata Giovanna, che si aggiunge al gruppo assieme a Laura da Bergamo.
La tappa più lunga (25 Km) è la penultima, sabato 22 novembre. Giungerà a Pezzolo.

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