Antonio Parrinello: “La fotografia a modo mio, tra cinema e teatro”


LEONFORTE-ENNA SET LA BELLA SOCIETA' DI GIAN PAOLO CUGNO

Per Antonio Parrinello la foto è passione  e lavoro. Ha iniziato nel 1990 e da allora ha continuato con costanza la professione nel settore del fotogiornalismo. Da anni è anche fotografo di scena per il Teatro Stabile di Catania e sui set cinematografici in Sicilia. Ha catturato sguardi, momenti, persone e personaggi, raccontando anche il backstage di tanti lungometraggi.

Le sue fotografie sono in mostra fino all’8 gennaio 2023 al Palazzo della Cultura di Catania nell’ambito della quindicesima edizione del Med Photo Fest 2023 all’interno del quale il fotografo siciliano propone la mostra “A modo mio, tra Cinema e Teatro” articolata in un doppio percorso che mette a confronto, come in una sorta di binario ideale, la foto in teatro e quella al cinema.  “Ho voluto raccontare la grande scatola magica del cinema e del teatro – dice Antonio Parrinello – augurandomi che si comprenda quanta passione ed emozione c’è in ogni scatto. Quando lavoro sui set e nei teatri tutto viene fatto in silenzio, tanto da diventare quasi ‘invisibile’ e immortalare i momenti più importanti delle scene, cogliere la giusta composizione di linee ed espressioni, e catturarle nel famoso click”.

Le foto di Antonio Parrinello sono in esposizione insieme a quelle realizzate da Massimo Privitera che per l’occasione propone la mostra “Luce subita”. Si tratta di scatti fatti nel periodo della pandemia e delle restrizioni sanitarie in cui Privitera cattura squarci di luce.

Antonio Parrinello

Nel corso della sua carriera ha realizzato reportage in Sud America, Ecuador, Colombia e Nicaragua pubblicati sul mensile Geodes. Ha collaborato con l’agenzia Contrasto, pubblicando su Time, Paris Match, Venerdì di Repubblica.   Nel 2010 ha pubblicato il libro fotografico sul film “La bella società” di Gian Paolo Cugno (Edizioni Lussografica e Papiro Editrice). Ha vinto, insieme al team di fotografi dell’agenzia Reuters (con la quale lavora), il premio Pulitzer che ci ha raccontato in un’intervista che potete leggere cliccando a questo link.

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