Teatro Massimo Bellini presentata la stagione lirica e concertistica


Teatro Massimo Bellini
Gelmetti

Per la prima volta nella storia del Teatro Massimo Bellini, sia la Stagione sinfonica e di musica da camera, sia la Stagione di opere e balletti apriranno in gennaio e si concluderanno a dicembre. Ricco il programma presentato oggi nel Foyer del Teatro, che accanto all’attività artistica e culturale rivendica il suo straordinario valore monumentale. Lo ha evidenziato Salvo Pogliese, Sindaco di Catania e Presidente del Teatro: «Le porte aperte del Bellini sono il segno di una città che non si ferma, che coltiva la propria identità come elemento rigeneratore per superare le difficoltà. Colgo l’occasione per ringraziare il Presidente della Regione Nello Musumeci e l’Assessore regionale allo Spettacolo Sandro Pappalardo per l’attenzione che hanno dimostrato a più riprese verso le esigenze dell’ente. E auspico che tanti catanesi e turisti vengano a teatro, non solo per le straordinarie opere musicali in calendario, ma anche semplicemente per visitare e conoscere da vicino questo splendido monumento, simbolo vivente della nostra rinascita che il Cigno catanese ha interpretato a memoria perenne».

Per il sovrintendente Roberto Grossi: «Il Teatro cresce e produce cultura: il novanta per cento della programmazione riguarda nuovi allestimenti; si intrecciano virtuose sinergie con le istituzioni pubbliche e private, il mondo imprenditoriale e quello della scuola. Un teatro pubblico che vuole davvero essere di tutti, aperto al dialogo, accessibile, al servizio della città e dei cittadini. È a loro, soprattutto ai giovani e alle famiglie, che vogliamo offrire il “massimo” della musica e accrescere la loro partecipazione».

Sui contenuti della programmazione si è concentrato il dettagliato intervento del direttore artistico Francesco Nicolosi: «Annunciamo un doppio cartellone all’insegna della tradizione: stagione lirica e stagione sinfonica con artisti di indiscussa fama internazionale. In programma alcuni dei titoli operistici più amati dell’Ottocento e i più celebri classici del sinfonismo internazionale, senza dimenticare di esplorare l’universo delle composizione rare o addirittura inedite». Entrambi i cartelloni s’inaugureranno nel segno di Mozart, in particolare con due capolavori dell’ultimo periodo, in cui traspare la tensione ideale di Amadeus verso gli ideali massonici di fratellanza e sapienza. La sinfonica prenderà il via il 4 gennaio con la soggiogante Messa da Requiem; la lirica il 20 con Die Zauberflöte (Il flauto magico). Due autentici eventi che, come lo scorso anno, saranno affidati alla prestigiosa conduzione orchestrale di Gianluigi Gelmetti, direttore principale ospite del Bellini. In prima linea l’Orchestra e il Coro del Bellini, formazioni di solida reputazione nel panorama musicale non solo nazionale.

Teatro Massimo Bellini, i balletti

La stagione di opere e balletti – Cinque opere e due balletti, con artisti che non hanno bisogno di presentazioni. Particolarmente attesa è la nuova produzione del Flauto magico, firmata – regia, scene, costumi – da un maestro del calibro di Pierluigi Pizzi. Un cast vocale di specialisti annovera Giovanni Sala (Tamino),

Elena Galitskaja (Pamina), Gianluca Margheri (Papageno), Alexey Birkus (Sarastro) e la greca Christina Poulitsi (Regina della Notte), tra i soprani oggi più quotati per l’impervio ruolo. Dopo l’Andrea Chénier della stagione in corso, la Fedora di Umberto Giordano chiude il mini ciclo dedicato al raffinato compositore verista; verrà riproposto lo storico allestimento del Teatro Regio di Torino firmato da Lamberto Puggelli, la cui regia sarà ripresa da Salvo Piro; sul podio uno dei maggiori direttori d’orchestra dei nostri giorni, Daniel Oren; sul palco si segnalano il soprano Ira Bertman nel ruolo del titolo e il tenore Sergey Polyakov in quello di Loris. Giacomo Puccini sarà presente con uno dei suoi melodrammi più amati, Madama Butterfly; nelle vesti di Cio Cio San il soprano Karima Flores, mentre il tenore Enrique Ferrer sarà Pinkerton; dirige Gianna Fratta, regia di Lino Privitera. Nel segno di Vincenzo Bellini la stagione 2019 propone Il Pirata, che segnò il debutto del Catanese alla Scala e ne decretò lo strabiliante, imperituro successo; Imogene è la giovane Francesca Tiburzi che affianca il Gualtiero del tenore Shalva Mukeria, uno dei maggiori belcantisti della scena lirica; dirige lo spagnolo Miguel Ortega, la regia punta sull’estro di Vincenzo Pirrotta. La Cenerentola sarà diretta da un rossiniano doc come il madrileno José Miguel Perez Sierra; regia a quattro mani di Paolo Gavazzeni e Piero Maranghi; nel title role il mezzosoprano Laura Polverelli; Don Ramiro è David Alegret.

Il balletto Romeo e Giulietta di Sergej Prokof’ev è un classico che verrà riproposto dal Corpo di ballo del Teatro nazionale di Pilsen, che al Bellini ha già presentato Spartacus; un’autentica novità è Night Garden, coreografia magica e onirica che incarna lo stile della compagnia Evolution Dance Theater.

Teatro Massimo Bellini, la stagione concertistica

Uto Ughi

La Stagione concertistica – Il pacchetto completo prevede 18 concerti: 6 sinfonici e 6 sinfonico-corali in doppio turno e 6 cameristici in turno unico. Nomi di spicco quelli dei direttori d’orchestra: Eckehard Stier, Günter Neuhold, Anja Bilhmaier, Stefanos Tsialis, e gli italiani Luigi Piovano, Elio Boncompagni, Salvatore Percacciolo, Francesco Ommassini, Valerio Galli e Carlo Rizzari. E solisti di fama internazionale, a cominciare dal ritorno del violinista Uto Ughi, dopo l’entusiasmo scatenato dalla performance di quest’estate. L’elenco continua con i pianisti Giuseppe Andaloro, Ilja Kim, Andrey Gugnin (Premio Sidney Piano Competition 2016), Ivan Krpan (Premio Busoni 2017), con la violinista Anna Tifu, il tenore Fabio Armiliato. Accanto alla presenza di virtuosi affermati, si coltiva una linea progettuale di valorizzazione dei nuovi talenti, con artisti e gruppi emergenti, tra i quali il pianista Alberto Ferro (Premio Beethoven di Bonn 2017) e il Quartetto Adorno (“ingaggiato” al Bellini fino al 2020 nell’esecuzione integrale dei Quartetti per archi di Beethoven). Anche nel 2019 la stagione concertistica prevede uno spazio importante per alcune prime parti dell’Orchestra, che possono aspirare al rango di solisti: il primo contrabbasso Nicola Malagugini, il primo violoncello Vadim Pavlov e i primi flauti Giovanni Roselli e

Oren

Salvatore Vella; allo stesso modo alcuni artisti del Coro rivestiranno parti solistiche negli appuntamenti sinfonico-corali.

Quanto alle scelte del repertorio, all’interno della grande produzione sinfonica si possono individuare dei mini-cicli: c’è quello dedicato al mondo anglosassone con pagine di Elgar, Britten e Holst; e quello incentrato sulla Russia con i due Čajkovskij: Alexander, classe 1946, importante compositore contemporaneo, e naturalmente il sommo Pëtr Il’ič, di cui verrà eseguita la celebre Quarta sinfonia. Un altro focus è sul Novecento italiano con una prima assoluta, il Concerto per contrabbasso e orchestra di Antonio Scontrino, e la rara esecuzione della Seconda sinfonia di Giuseppe Martucci. Prosegue il ciclo Beethoven, iniziato nel 2018 per concludersi nel 2020, duecentocinquantenario della morte del Titano di Bonn; nel 2019 sono in programma la Quarta, Quinta e Settima Sinfonia, il Terzo e il Quinto Concerto per pianoforte e orchestra, la Romanza per violino e orchestra e i Quartetti per archi, cui si è fatto cenno.

Il Coro, istruito dal maestro Luigi Petrozziello, sarà protagonista già con il Requiem di Mozart inaugurale, capolavoro che Mozart, in fin di vita, ha com’è noto lasciato incompleto. A Catania verrà eseguita una versione che Gelmetti ha personalizzato, tenendo in gran conto le parti elaborate da Eybler, allievo di Amadeus, senza limitarsi alla partitura supervisionata e portata a compimento da Süssmayr, discepolo di Salieri e copista di Mozart nell’ultimo anno di vita di quest’ultimo. In prossimità della Pasqua sarà eseguito il possente Stabat Mater che Dvořák, uomo di fede, concepì oppresso dal profondo dolore per la morte prematura dei suoi tre figli. La formazione corale sarà ancora in primo piano nella Messa di Gloria di Mascagni, coeva di Cavalleria rusticana che ne recepisce alcuni motivi; il Te Deum e Benedictus di Elgar, i mozartiani Vesperae Solennes de Confessore, e il Magnificat dell’adolescente Mendelssohn, memore della lezione bachiana.

Teatro Massimo Bellini, fuori abbonamento

Fuori abbonamento – Tre gli appuntamenti fuori abbonamento, che saranno aperti dal Concerto di Capodanno, diretto sempre da Gelmetti. Seguirà il Concerto di Sant’Agata, che il 1° febbraio vedrà esibirsi con l’Orchestra tre giovani talenti catanesi: il violinista Andrea Timpanaro e i pianisti Daniele Rametta e Nicolò Cafaro; dirige Antonino Manuli. E infine il 3 novembre il Concerto belliniano, con il mezzosoprano

catanese Josè Maria Lo Monaco che tornerà dopo il successo riportato il mese scorso in Adelson e Salvini. Va a tal proposito sottolineato che il Concerto belliniano e l’opera Il Pirata s’inseriscono nell’articolato Teatro Bellini Festival, che il Massimo catanese dedica al suo Cigno.

Teatro Massimo Bellini, per i più piccoli

Educational – Un capitolo a parte merita la programmazione dedicata all’Educational. Per i più piccoli, i balletti Le Corsaire su musiche di Adam e La bella addormentata di Čajkovskij, realizzati in collaborazione con l’Associazione Play; per i giovani la fiaba musicale Viaggio al centro della terra, dall’omonimo romanzo di Jules Verne, prodotta dal Teatro con le musiche dell’affermato compositore catanese Matteo Musumeci. Di particolare rilievo i “Preludi all’opera”, ovvero le presentazioni dei titoli della stagione lirica, organizzate dal Disum dell’Università di Catania, nell’ambito del protocollo d’intesa siglato con il Teatro Bellini, che sul versante formativo vanta anche un’altra importante partnership con l’Accademia di Belle Arti.

 

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