Standing ovation per Ciatu di Monica Felloni al Teatro Stabile di Catania


monica felloni
Foto Jessica Hauf

Esattamente 416 anni fa il filosofo Giordano Bruno veniva arso al rogo nella piazza Campo de’ Fiori a Roma. E’ con le parole del suo pensiero universalista, riportate fedelmente, o poeticamente reinterpretate grazie ai testi di Piero Ristagno, Danilo Ferrari,  Stefania Licciardello, Manuela Partanni e Chiara Tinnirello, che si apre lo spettacolo eccezionale di Monica Felloni, Ciatu, prodotto da Nèon Teatro. Fiato, respiro, alito di vita che attraversa l’intera esistenza dell’umanità, abbracciandola tutta, dall’inizio alla fine, inglobandola interamente nella sua

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meravigliosa diversità, infatti come affermava Giordano Bruno: “Nessun ordine si trova dove non esiste alcuna diversità”. Il perno e nocciolo della suggestiva messa in scena che ruota intorno alla complessità umana e filosofica di Giordano Bruno, è proprio questa brezza vitale, che risulta inscindibile in anima o corpo, e

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che aspira a divenire totalità cosmica, unica e molteplice allo stesso tempo. I corpi distinti e diversi degli attori, uniti tuttavia dalla stessa ispirazione e guidati tutti da una sorta di movimento primordiale; la musica, il canto e la voce fuori campo, incantevole e ipnotica di Monica Felloni; divengono, nel susseguirsi delle scene, un amalgama perfetta di espressività e suggestività che spalanca il cuore e innalza il pensiero verso qualcosa di più grande. Tramite il succedersi di azioni teatrali, intrise di poesia, immagini, canto e danza, viene infatti messa in scena direttamente la vita umana, dalla nascita all’estrema vecchiaia. Nelle videoscenografie di Jessica Hauf appaiono bimbi di sei mesi che danzano nell’acqua, e un uomo di 106 anni che accompagnato dalle parole di Monica, osserva con occhi saggi, vissuti ma profondamente sereni. Ciatu è una scena-mondo totalmente immersa nel simbolo primordiale della vita: l’acqua, il liquido amniotico dove nel video conclusivo riescono a muoversi leggeri e felici anche coloro che nella quotidianità non possono farlo. Nei loro occhi giocosi e consapevoli traspare la libertà, finalmente conquistata, immersi in quel respiro che è tempo, spazio, molteplicità e unità dei corpi. In modo speculare al furore che accompagnava le idee del pensiero bruniano, si alza potente il canto e arriva sincero lo scambio di emozioni con la platea che viene stregata dalla musica, dalla danza e lo sforzo reale del movimento, e soprattutto dagli sguardi diretti dolci e sereni che invitano alla comunione umana universale. Bravissimi i piccoli interpreti: Roberta Aquilotti, Kevin Cariotti, Anna Cutore, Antonio Fichera, Giovanni Gerace, Dalila Ruggeri, Dorotea Samperi.

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