Francesco Di Mauro: “Tagli alla cultura? Le soluzioni non piovono dal cielo, diamoci da fare”


Incontriamo il Maestro Francesco di Mauro, durante una pausa durante le prove con i giovani talentuosi musicisti della Helycon Symphony Orchestra che, sabato 26 ottobre si sono esibiti al Teatro Vittorio Emanuele di Messina  con brani di Mozart e la Sinfonia n. 44 in mi minore “Trauer” di Haydn.

Di Mauro, prestigiosa figura del concertismo italiano ed internazionale, in breve tempo ha raggiunto grandissimi traguardi professionali e riconoscimenti: Direttore d’Orchestra, Coordinatore Artistico della Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana, Direttore Musicale Onorario a vita del Teatro dell’Opera di Odessa e Principal Guest Conductor della Krakow Philharmonic Orchestra. È stato Direttore Artistico della Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana, Direttore Artistico del Teatro Bergeries di Parigi, Direttore Musicale dell’Orchestra Sinfonica Statale di Pazardjik.

Lei è giovane ma è uno dei direttori d’orchestra più apprezzati sia nel Bel Paese sia all’estero. Ci racconti un po’ di lei.

“Non mi è facile parlare di me stesso, sono un po’ schivo e credo che spesso a parlare debbano essere i fatti, nel mio caso la musica. I miei primi passi nel mondo musicale sono stati i diplomi in viola e violino conseguiti a Messina e a Parigi. In Francia ho studiato al Conservatorio di Parigi conseguendo il Diploma e il primo premio con medaglia d’oro in Direzione d’Orchestra sotto la guida di celebri maestri come SergiuCelibidache, JánosFürst e Henri-Claude Fantapié e il Diploma di Composizione ed Analisi sotto la guida di Philippe Capdenat e Robert Rudolf. Grandi Maestri dai quali ho imparato molto.

Credo molto nel valore di confrontarsi con realtà internazionali in ambito musicale, mi permettono di approfondire la conoscenza umana e artistica della musica classica”.

Ha fondato la Helycon Symphony Orchestra, che al suo interno ha giovani talenti e promesse per il nuovo panorama musicale. Da cosa nasce l’idea e cosa la spinge a fare ciò.

“L’idea di fondare la Helycon Symphony Orchestra nasce dal grande amore che ho nei confronti della musica e dei giovani. Nella mia vita artistica ho dovuto rimboccarmi le maniche e creare tutto da me, ho agognato opportunità di crescita professionale per giovani talenti e non sempre questo settore offre possibilità di crescita. La voglia di offrire quest’opportunità ai giovani è stata la ratio che mi ha spinto a dare vita all’orchestra. Fin dalla nascita ho cercato di promuovere il repertorio della musica classica del Settecento e di quella Contemporanea, soprattutto del Novecento Storico Italiano, troppo spesso emarginato in un angusto agone intellettualistico. Abbiamo conseguito grandi risultati, l’orchestra è stata invitata ad aprire la stagione 2012/2013 della Filarmonica Laudamo di Messina e ad eseguire il ciclo completo delle sinfonie di Schumann presso il Palacultura Antonello di Messina, riscuotendo unanimi consensi. Ha inaugurato e concluso la stagione del XXXVIII Festival Internazionale NOTOMUSICA 2013. La crescita artistica della compagine orchestrale è attestata dal recente impegno con la Stradivarius per l’incisione di musiche di Scelsi, Donatoni  e Jean Francaix. Inoltre recentemente è stata scelta per la registrazione delle sinfonie di Mahler nella versione cameristica di Stein, Simon e Schoenberg”.

A Taormina quest’estate lei ha parlato della crisi del mondo della musica. Crede che possa esserci una risoluzione? E se sì, quale?

“Io sono sempre positivo e credo che le soluzioni non debbano piovere dal cielo, ma bisogna agire tutti affinché il sistema possa cambiare. Ognuno di noi, a diverso titolo, deve fare la sua parte…”.

 

Come può la musica aiutare questa società oggi priva di guida e valori?

“La musica ha un grande potere, sia biologicamente quale frequenza positiva per il nostro cervello, ma soprattutto perché ci racconta epoche, stili di vita, la vita vissuta da autori illustri, la musica è cultura e arte, ed ogni forma artistica è un alimento per l’anima. La crescita e lo sviluppo dei popoli è sempre passato dall’espressione artistica. Per riuscire ad agire positivamente sulla società odierna, abbiamo il difficile compito di sensibilizzare i giovani ad apprezzarla, senza imporla. Chi di noi ha amato un’imposizione? Bisogna renderla più fruibile e non rilegarla ai soli ambiti di nicchia”.

 

Una domanda difficile… Bellini o Verdi?

“… difficile rispondere perché equivarrebbe a scegliere tra la bellezza dell’alba e la meraviglia di un cielo stellato”.

Giuliana Avila Di Stefano

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1 Commento

  1. Viola
    31 ottobre 2013
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    Mi piace questo modo di pensare, se ci rimboccassimo le maniche invece di lamentarci forse riusciremmo ad uscire da questo momenti di stasi

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