Rosario Crocetta: “Beppe Alfano esempio di grande giornalismo”


Beppe Alfano, il giornalista siciliano ucciso dalla mafia
Nella foto Beppe Alfano, il giornalista siciliano ucciso dalla mafia

Il presidente della Regione, Rosario Crocetta, invia una nota nella quale ricorda il giornalista ucciso dalla mafia, Beppe Alfano. Il governatore della Sicilia scrive:

“Sono passati 22 anni dall’omicidio di Beppe Alfano, ma il  ricordo del suo impegno e del suo lavoro sono rimasti indelebili nella memoria e nella storia della Sicilia. Alfano ha rappresentato l’informazione libera che non teme la mafia e i poteri forti, che li racconta e li denuncia malgrado le difficoltà di vivere in territori difficili. La mafia ha sempre avuto paura della cultura e dell’informazione che rendono i cittadini consapevoli e questo lo riscontriamo ancora oggi. Sono tanti i cronisti minacciati per via delle loro inchieste, costretti in alcuni casi a vivere sotto scorta e, in un Paese normale, tutto questo non dovrebbe accadere. Nel ricordare oggi Beppe Alfano, – prosegue Crocetta – rivolgo il mio pensiero a chi ha fatto e continua a fare del giornalismo un impegno professionale etico e civile, libero e coraggioso, a tutti i giovani che si affacciano a questo mestiere mossi da passione ed entusiasmo e che con il loro grande impegno quotidiano onorano la memoria di colleghi che non ci sono più e di cui noi tutti siamo orgogliosi”.

Chi era Beppe Alfano

Fu freddato con tre colpi di pistola da un killer solitario mentre, al volante della propria auto, rientrava a casa. Aveva 42 anni, era insegnante di educazione tecnica e per passione faceva, senza alcuna tutela professionale, il corrispondente del quotidiano catanese La Sicilia. Beppe Alfano, dunque, non era un giornalista iscritto all’Ordine (lo fu dopo la sua morte, come avvenuto per Peppino Impastato e Mauro Rostagno), ma aveva la passione e l’intuito del cronista di razza. Aveva cominciato un’indagine su un traffico internazionale di armi che passava nell’area di Messina; aveva forse contribuito anche alla cattura del boss Nitto Santapaola nel ‘93 e aveva scritto di una massoneria deviata che speculava sul traffico di arance avvalendosi delle sovvenzioni europee. Insomma, con i suoi articoli di denuncia Beppe Alfano metteva a nudo gli intrecci tra criminalità organizzata, politica inquinata e comitati d’affari. (da Giornata della Memoria dei Giornalisti uccisi da mafie e terrorismo, scritta da Pietro Messina)

 

Articolo Precedente Rosa Scudera:" vino e cioccolato, matrimonio d'amore"
Articolo Successivo Carmen Consoli e il nuovo album "L'abitudine di tornare"

Scrivi un Commento

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *