Per le montagne della Sicilia alla scoperta delle vie francigene


vie francigene

“Da Palermo a Messina per le montagne, 370 km in cammino lungo le vie francigene di Sicilia” è il titolo della guida che verrà presentata il 23 gennaio alle 18.30 nella sede del Touring Club di Milano. Il volume, scritto dal presidente dell’associazione Amici dei Cammini Francigeni di Sicilia Davide Comunale con il contributo di Irene Marraffa e Giovanni Guarnieri, è edito da Terre di Mezzo.

Una tappa della Magna Via Francigena

«Sarà l’occasione per spiegare la genesi di quest’antico percorso – annuncia l’autore Davide Comunale – che nei secoli è stato percorso da personaggi molto importati, ma anche decisamente diversi tra di loro, come l’imperatore Carlo V o il generale Patton. Punteremo l’attenzione anche sugli aspetti naturalistici della via, che attraversa le Madonie, i Nebrodi e i Peloritani, senza trascurare i temi connessi all’accoglienza, oltre che allo sviluppo economico del territorio, se pensiamo che la Palermo Messina per le montagne attraversa ben quattro dei borghi più belli d’Italia: Montalbano Elicona, Gangi, Petralia e Castroreale».

Vie francigene, pellegrini in aumento

Mappa delle vie francigene in Sicilia

Sono numeri incoraggianti quelli che riguardano i pellegrini presenti in Sicilia nel corso del 2018. L’anno si è chiuso con circa 1800 camminatori, il doppio rispetto al 2017. Ad intraprendere un viaggio a piedi o in bici alla scoperta della Sicilia più autentica e incontaminata non sono solo europei. Non mancano, infatti,

Pellegrini al Duomo di Palermo

pellegrini provenienti da Paesi lontani come l’Australia, il Canada e il Brasile.

Dal 2009 l’associazione Amici dei Cammini Francigeni di Sicilia è impegnata nella ricerca storica e archeologica delle antiche vie che collegano l’isola, promuovendo l’idea di un’economia della bellezza. Dopo uno studio appassionato, nel 2012 è giunto il momento di iniziare a percorrere questi cammini, di cui si trova traccia negli archivi storici. Ciò che viene fuori da questa meticolosa mappatura è un sistema di oltre 900 km da scoprire con zaino in spalla, lontano dal turismo di massa e nel rispetto della natura, della storia e delle tradizioni. Ai pellegrini è garantita l’accoglienza in strutture convenzionate messe a disposizione da associazioni, amministrazioni comunali o parrocchie.

Gli itinerari storici dell’isola

Le vie francigene percorribili in Sicilia sono quattro:

-la Magna Via Francigena: circa 180 km che collegano Palermo con Agrigento, incrociando la via di transumanza verso le Madonie nel territorio di Corleone e Castronovo di Sicilia. Questa via suggestiva, la più percorsa tra le quattro e dotata di una rete completa di servizi, è citata in un documento risalente al 1098, redatto dalla cancelleria sveva. Le tappe di questo cammino che va dalla cattedrale di Palermo fino ad Agrigento sono 9 da 20 a 26 km in media.

Tappa della Magna Via Francigena

-la Palermo-Messina per le montagne: via che attraversa l’intero arco dell’Appennino siculo, dalle cime delle Madonie alle colline degradanti verso il mare dei Peloritani. Si tratta di un percorso di circa 370 km che prevede ben 20 tappe. Questo itinerario ripercorre la Palermo-Messina per le marine, l’antica consolare romana che ha subito uno spostamento verso le aree più interne dell’isola, a causa del pericolo rappresentato dagli attacchi saraceni.

-la Via Francigena Fabaria: include una parte dell’antica via greca Selinuntina, che va dalla cattedrale di Agrigento a Gela. Da Gela in poi, fino a Lentini e poi lungo il Simeto sino a giungere ai piedi dell’Etna all’Abbazia di Maniace, si segue invece l’itinerario normanno. Di questo percorso si trova traccia in un documento normanno del 1105 che attesta l’esistenza di una “via francigena via Fabaria”.

-la Via Francigena Mazarense: via che da Agrigento, lungo la via greca Selinuntina, porta fino a Mazara del Vallo e da qui, risalendo verso Marsala, si collega alla direttrice per Palermo. L’itinerario si snoda tra gli affascinanti vigneti del trapanese e attraversa i centri che dalla costa conducono verso Alcamo, la zona archeologica di Segesta e le creste di S. Giuseppe Jato per arrivare a Palermo. Il riferimento a questa percorso è presente in un diploma che risale al 1267.

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