Gli ecovillaggi della permacultura in Sicilia


ecovillaggi

L’erba umida sotto i piedi nudi e la leggera brezza che accarezza la pelle mentre si ascolta il silenzio delle prime ore dell’alba, sono solo alcune delle esperienze che mettono a stretto contatto con la natura. Piccoli gruppi di persone, che abbracciando un nuovo stile di vita improntato sulla permacultura, hanno creato dei veri e propri ecovillaggi, iniziando a vivere con poco in una tenda in mezzo alla campagna per poi abitare in vecchie costruzioni ristrutturate o in abitazioni costruite con materiali semplici. La permacultura sviluppata  a partire dagli anni ’70 da Bill Mollison e David

Margherita Fassari
Margherita Fassari

Holmgren è un metodo per progettare e gestire paesaggi atrofizzati, in modo che siano in grado di soddisfare i bisogni della popolazione quali cibo, fibre ed energia e al contempo mantenere  la ricchezza e la stabilità di ecosistemi naturali. “Si fonda su alcuni principi fondamentali –  spiega Margherita Fassari, permacultrice catanese  – come lo sfruttamento al massimo delle risorse del capitale terra, assecondando le tempistiche di rigenerazione delle risorse e rispettando la stagionalità dei prodotti. È promosso il riutilizzo di ogni cosa, la condivisione dei prodotti e i saperi, (anche a livello intergenerazionale) e il senso di responsabilità nei confronti di tutto quello che ci circonda e verso le risorse. Provvedere alla cura della persona, della terra e alla condivisione del  surplus di produzione sono i tre principi più importanti”.

In Sicilia ci sono parecchi ecovillaggi in cui la permacultura è diventata una filosofia di vita e tra questi ne citiamo alcuni come il villaggio di Bagol’Area, in provincia di Catania, Ciumara Ranni, vicino Siracusa, Murfi in provincia di Trapani e Porto di Terra nel palermitano.

Gli ecovillaggi in Sicilia

BAGOL’AREA – Santa Venera di Mascali (CT)

Esepio di ecovillaggi. Ciumaranni
Esepio di ecovillaggi. Ciumaranni

Dal 2005 un gruppo di amici, motivato dall’idea di poter creare un insediamento umano alternativo all’aggregazione urbana, sia in termini economici che sociali, lavora per ripristinare un ecosistema locale, prima deturpato dall’agricoltura intensiva e poi abbandonato per più di 30 anni; l’obiettivo è di far convivere più specie viventi, uomo compreso. Sulla verde collina di Santa Venera, un pendio sul versante orientale dell’Etna che si affaccia sulla costa fra Catania e Taormina, la Bagol’Area porta avanti il lavoro seguendo una progettazione ben strutturata.

Le varie attività sono mirate al recupero del paesaggio eliminando il pascolo intensivo ed evitando le lavorazioni profonde del terreno. L’attivazione di pratiche agricole orientate alla permacultura è finalizzata all’incremento della biodiversità. L’utilizzo di materiali eco-compatibili, il recupero di tecniche tradizionali e maestranze locali, contribuiranno alla riabilitazione delle strutture. Le unità abitative vengono create secondo la miglior esperienza della bioarchitettura, cercando di creare filiere che stimolino una ricaduta sull’economia locale. Per quanto riguarda la gestione delle risorse l‘impianto di fitodepurazione  consente il totale riutilizzo delle acque bianche e grigie per l’irrigazione delle aree verdi. L’acqua piovana viene raccolta e oltre che essere un bio-lago a beneficio dell’ecosistema ambientale costituisce una riserva di acqua da utilizzare per l’irrigazione estiva.

CIUMARA RANNI – (SR)

L’Ecovillaggio Ciumara Ranni, che si trova sulla SP9 tra Carlentini e Sortino, in provincia di Siracusa, si prefigge l’obiettivo di creare un insediamento abitativo in Sicilia capace di autogovernarsi e auto sostenersi nel rispetto delle persone, della natura e dell’ambiente. Esso vorrebbe nel tempo dipendere il meno possibile dalla rete globale delle città occidentali e promuovere lo sviluppo di un ecosistema (umano e sociale, della flora e della fauna) fondato sul recupero e la rigenerazione di terreni in stato di abbandono, che caratterizzano la valle nella quale si trovano. Viene praticata la decrescita energetica, il riciclo e riuso (nei limiti del possibile) ed in generale uno stile di vita sano basato su attività che fondano lavoro e socialità, quanto più possibile organizzate.

L’organizzazione della vita e delle attività da svolgere è scandita dalle esigenze stagionali. Le principali occupazioni sono i lavori nell’orto, le ristrutturazioni degli edifici e la bonifica dei

Esempi di ecovillaggi
Esempi di ecovillaggi

terreni, la raccolta di erbe spontanee e di frutta, insieme ad attività quotidiane come predisporre la legna, preparare i pasti e tenere in ordine la casa. Le attività da svolgere vengono decise collettivamente ma è richiesto il rispetto delle abitudini di chi vive nel villaggio in modo stabile.

il campo dell’alimentazione ha come sua sfera d’interesse la scelta vegana secondo la quale non è necessario utilizzare gli animali come risorsa per vivere. Ecco perché non si ritiene opportuno in tale area praticare l’allevamento di animali, siano essi da compagnia che per uso alimentare o per produzione di derivati. La scelta è dovuta a ragioni di tipo etico e a decisioni legate alla tutela dell’ambiente e nello specifico del territorio nel quale si è creato l’insediamento abitativo. Inoltre, si è deciso di eliminare o di ridurre drasticamente altri alimenti e bevande come pane e pasta per l’eccesso di glutine, caffè, vino o alcolici in generale e di scoraggiare la pratica del fumo.
L’energia è fornita da un impianto fotovoltaico della potenza di 480 watt, che alimenta l’impianto luci e il computer.  Sono però sempre alla ricerca di tecnici o ingegneri che vogliano sperimentare sistemi innovativi e alternativi sempre nel rispetto dell’ambiente.

C’è una forte propensione all’ospitalità che deve coprire un periodo di almeno un mese, perché si ritiene che  ci voglia tempo per adattarsi e capire l’equilibrio stabilito. I lavori da svolgere sono sempre molti e purtroppo non si possono passare svariate ore con chi arriva solo per una breve visita. Visite più ridotte sono possibili durante feste e laboratori. Non essendo pienamente autosufficienti a livello alimentare viene richiesto agli ospiti di portare del cibo e di partecipare alle spese vive con un contributo monetario libero e volontario, soprattutto per permettere l’acquisto di carburante ed attrezzi.

MURFI –  Busteto Palizzolo (TP)

ecovillaggi
ecovillaggi

A pochi chilometri da Segesta, dal 2011 un gruppo di persone ha iniziato i lavori di recupero di una masseria settecentesca, o Baglio siciliano, appartenente in passato a nobili famiglie, tra Palermo e Trapani. Oltre all’edificio di circa 1.000 metri quadrati,fanno parte del nucleo abitativo, un pozzo molto grande, alimentato da una sorgente poco distante e una chiesetta. L’edificio è una tipica masseria fortificata settecentesca costruita in muratura a sacco con copertura lignea. All’interno vi è un ampio spiazzo lastricato e acciottolato. I vani sono molto grandi che possono essere ridotti in piccole unità abitative, circa 10, alle quali aggiungere spazi comuni.

Il senso di questa scelta, si trova nel bisogno di voler vivere maggiormente a contatto con la natura e di riscoprire uno spazio interiore (spiritualità) che rende consapevoli dei propri bisogni, migliorando la qualità della vita. L’ecovillaggio è il luogo che dona lo spazio in cui far esprimere le singole potenzialità e in cui sperimentare un nuovo modello di vita, impostato su altri valori rispetto a quelli della società odierna.
PORTO DI TERRA – Polizzi Generosa (PA)

Porto di terra muove i primi passi ad Ummari in provincia di Trapani nella bellissima Casal di Monaco dove c’è stata la possibilità di costruire tetti, muri, seminare e raccogliere, organizzare corsi e laboratori. Il progetto nasce dalla convinzione che i cambiamenti nascono e si concretizzano a piccoli passi passando da una rivoluzione interiore e da una ricerca di equilibrio con la natura e le persone. In quest’ottica e stata costruita la casa in cui vivere e condividere saperi e scoperte. Ultimamente si è aperta una nuova fase nella crescita di Porto di terra. I suoi componenti si sono insediati nelle Madonie, a Polizzi Generosa, luogo di cui cominceranno a prendersi cura con la speranza di poter far nascere nuovi progetti, dove il territorio si confronti con il tema dell’accesso dei giovani alle terre incolte, della cura delle terre, della costruzione dei sistemi agro-alimentari sostenibili, e della gestione comunitaria delle risorse.

 

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