Giornate Fai d’autunno, quello che c’è da vedere in Sicilia


giornate fai
Villa Pitanza Manganelli Biscari_Viagrande_Catania

Sabato 12 e domenica 13 ottobre si rinnova l’ appuntamento con le giornate Fai d’Autunno in Sicilia, evento giunto all’edizione numero 8 che si propone l’obiettivo di far visitare siti di valenza storica e culturale solitamente chiusi al pubblico. Il week end sarà dunque ricco di iniziative che permetteranno ai visitatori di scoprire particolari scorci in tutta la Sicilia e ammirare la nostra Regione attraverso occhi nuovi e prospettive insolite. La rassegna, quest’anno, è dedicata a Giacomo Leopardi e al suo Infinito e viene presentata come il risultato della forza d’animo delle nuove generazioni. La Fai ( fondo ambientale italiano) lavora da tempo per rendere i suoi beni sostenibili da un punto di vista energetico e a tal fine dedica la grande campagna di raccolta fondi “Ricordati di salvare l’Italia” all’ emergenza climatica.

Di seguito i principali appuntamenti dell’ottava edizione delle Giornate Fai d’Autunno in Sicilia:

Monte di Pietà

– tra le novità di quest’anno c’è l’apertura a Siracusa del semaforo Belvedere, il maestoso poggio con in cima una piccola costruzione che ricorda vagamente un castello medievale. Il misterioso edificio, di proprietà del demanio, custodisce al suo interno segreti militari e per questo motivo non è mai stato aperto al pubblico. A Siracusa sarà inoltre possibile visitare villa Reimann e il giardino segreto adiacente alla villa della Latomiuncola conosciuta anche con il nome di Latomia dei Carratore.

– A Catania la delegazione Fai ha intitolato il proprio itinerario “Catania si racconta verso e sopra i mille metri: Storie, sapori e sentieri dell’Etna”che prevede un tour nell’ azienda agricola Musa, che coniuga la bellezza di una natura incontaminata con la coltivazione del pistacchio, il prodotto più rappresentativo della città di Bronte; la Littorina circumetnea; Radicepura a Giarre, che ospita il Garden Festival, evento internazionale dedicato al garden design e all’architettura del paesaggio del Mediterraneo; l’Osservatorio astrofisico di Ragalna; l’azienda Al-Cantara di Randazzo con i vigneti di Nerello Mascalese, Nerello Cappuccio e Carricante coltivati nei suoi lavici terminando con il Treno del Vino che collega Catania con Risposto.

Banca

-Ad Agrigento la Delegazione Fai ha ideato il percorso “Vivere a Girgenti”che prevede le visite di quattro dimore private in centro storico: Casa Messina Bonfiglio, che riproduce negli arredi le tipiche case siciliane, Casa Montana Moscato, Casa Montana Riolo, che conserva alcuni arredi originari, in particolare il bel salone della musica, dove fu ospitato Goethe nel 1787.

-La delegazione di Enna ha organizzato un tour del Complesso monastico di Santa Maria degli Angeli ad Assoro, risalente al 1622. La grande stanza usata come refettorio è affrescata con un’Ultima Cena ispirata, nell’impostazione, a quella milanese di Leonardo Da Vinci.

– “Tracce bizantine sui Nebrodi, i siti di Alcantara Li Fusi e San Marco D’Alunzio”, è questo il nome dell’itinerario progettato dalla Delegazione Fai Messina: due borghi di grande fascino con i loro siti più rappresentativi.

– Il gruppo Fai di Caltagirone ha basato il proprio programma sull’arte contemporanea con visite previste all’Istituto Statale d’Arte all’ interno del Monastero Benedettino femminile di San Gregorio e al MACC ( Museo d’Arte Contemporanea di Caltagirone) situato nell’antico Ospedale delle Donne e il Liceo Artistico Luigi Sturzo.

Monte di Pietà

– A Trapani la Delegazione Fai propone un’ originale passeggiata nel

Monte di Pietà

triangolo della mitologia: l’isola della Colombaia a sud-ovest, lo scoglio del Malconsiglio a nord e il monte Erice e la costa di Pizzolungo ben visibili a nord-est. Al centro di questo triangolo narrativo si erge la Torre di Ligny.

-La Fai di Palermo ha indetto due aperture straordinarie: il Monte di Pietà e la sede dell’ex Banca Commerciale Italiana sono gli itinerari scelti nel capoluogo siciliano. Il primo è uno storico edificio nato nel ‘500 come panneria e trasformato alla fine dello stesso secolo in banco dei pegni.

All’ interno dell’ex Banca Commerciale Italiana, invece, si possono ammirare due monumentali opere di Guttusu.

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