Autismo. Presto il primo centro di eccellenza a Catania


Nella foto Laura Pepe, presidente dell'associazione onlus Special children. Da anni si occupa di autismo
Nella foto Laura Pepe, presidente dell'associazione onlus Special children. Da anni si occupa di autismo

Autismo: bambini che ruotano e fissano gli oggetti, che non sanno esprimere le loro esigenze, che ripetono spesso le stesse cose, che piangono o ridono senza motivo, che non sanno parlare e relazionarsi con gli altri. Queste alcune delle caratteristiche degli autistici, che oggi giorno possono essere aiutati insieme alle loro famiglie grazie alle attività di associazioni onlus come “Special Children”. Abbiamo intervistato il presidente, Laura Pepe, pedagogista che lavora da anni nel campo dell’autismo, che ci ha spiegato come un bambino autistico può imparare dall’ambiente che lo circonda e quali sono le attività e gli interventi positivi che possano sostenerlo nel cammino della vita. La loro mission può essere supportata dalla sensibilità della gente con la raccolta fondi del 9 gennaio.

Di che cosa si occupa l’associazione Special Children?

“L’associazione fornisce interventi educativi per bambini autistici o con diagnosi correlata. Effettua interventi in studio, a scuola o nelle abitazioni. I bambini vengono coinvolti in attività extra scolastiche  e tutti gli interventi sono basati sull’analisi del comportamento per migliorare il modo di fare del bambino autistico, con particolare attenzione all’analisi verbale. Gli interventi sono mirati ad insegnare ai bambini le attività sociali e l’autonomia personale”.

Che cos’è l’autismo?

“L’autismo è un disturbo dello sviluppo e danneggia le aree della comunicazione della socializzazione e del comportamento. Si riconosce tra i 12 e i 36 mesi. Non si può guarire di autismo, ma si può migliorare notevolmente la vita del bambino e della sua famiglia”.

Quali sono le cause dell’autismo?

“C’è una forte componente genetica. Ma, vi possono essere anche cause diverse, ad esempio problemi durante il parto (se non arriva più ossigeno nel cervello). Può succedere che in una famiglia ci possa essere più di un figlio autistico”.

Come si manifesta l’autismo? Quali sono le caratteristiche che un genitore deve osservare?

“L’intervento precoce è importantissimo. In genere già verso i dodici mesi di vita, ci sono delle caratteristiche tipiche: la difficoltà di mantenere un contatto visivo, indifferenza al richiamo, comportamenti strani e bizzarri, difficoltà con i gesti e con la parola, iperattività o passività. Sarà l’ASP di riferimento a verificare con dei test se il bambino è autistico o meno. L’incidenza è di 1 su 50 ed è alta. È importante non creare scarti tra un bambino considerato normale e uno autistico”.

Di cosa hanno bisogno i bambini autistici all’interno delle strutture scolastiche?

“Devono avere docenti formati e un ambiente che li sappia accogliere. L’associazione “Special Children” si occupa anche della formazione ai docenti”.

Le vostre attività da chi sono supportate?

Il team di Special children
Il team di Special children

“Da privati. Ma siamo supportati anche dalle scuole che spesso ci danno l’opportunità di utilizzare i locali sportivi, come è accaduto per lo svolgersi del grest estivo. Reperiamo fondi per offrire alle famiglie che seguiamo (che in questo momento sono 17) servizi gratuiti oppure a basso costo. Il 9 gennaio  ci sarà una serata presso la Masseria Carminello, che ci permetterà di  ringraziare chi ci supporta e di raccogliere fondi a favore dei bambini autistici. Inoltre, proporremo dei progetti nuovi che riguardano lo sport e la pet therapy”.

Come supportate le famiglie che hanno un bambino autistico?

“Offriamo attività, facciamo riunioni con i parenti per coinvolgerli e insegnare loro come relazionarsi col bambino. La nostra filosofia è di incontrare il bambino ogni giorno per un’ora circa e di aiutare i genitori a gestire il figlio a casa”.

Le amministrazioni come aiutano queste famiglie?

“Purtroppo non ci sono tanti aiuti. Ci sono difficoltà economiche. A breve, dovrebbe aprire il primo centro di eccellenza per autismo a Catania. Ci sono centri convenzionati che fanno terapia, ma non seguono i protocolli americani che danno importanza alle metodologie scientifiche.

Faccio appello alle attività commerciali di una certa entità e alle fondazioni che si occupano di beneficienza, affinché ci possano aiutare a portare avanti il nostro progetto che è quello di far praticare attività sportive gratuitamente ai bambini autistici e di affiancare ad essi i normodotati ai fini dell’integrazione e dell’inclusione”.

 

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1 Commento

  1. GRAZIA CATALISANO
    14 dicembre 2016
    Rispondi

    Si pensa sempre ai bambini!Per chi invece ha un figlio che da bambino non ha trovato le metodologie giuste e ora si ritrova a 36 anni a vivere in casa gestito dalla madre anziana,cosa deve fare? CHI LI AIUTA MADRE E FIGLIO? Dove sono i supporti casa famiglia durante. Noi? Che si aspetta? Che la disperazione li faccia eliminare entrambi?

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