Azzurri tutti grinta e cuore: l’Italia di Mancini è ai quarti


italia di mancini

L’Italia di Mancini ce l’ha fatta. Ce lo aspettavamo, è vero. L’avevamo immaginato e persino previsto. Ma nessuno di noi, avrebbe mai pensato che l’approdo ai quarti di finale dell’Euro 2020 (in ritardo di un anno per il Covid), ci sarebbe costato così tanta fatica.

Eppure è accaduto. Cominciato come meglio non si poteva, i nostri azzurri, nel girone di qualificazione, hanno regolato nell’ordine Turchia, Svizzera e Galles con poca fatica e con un calcio bello da vedere quanto concreto e redditizio.

Primi nel girone quindi, a punteggio pieno e senza subire goal. La cosa non sfugge ai bookmakers inglesi che, ad oggi, ci danno favoriti per la vittoria finale solo dietro ai campioni del mondo della Francia, ma teniamo i piedi ben saldi per terra.

Perché se c’è una cosa che abbiamo imparato in quest’europeo è che non ci sono squadre cuscinetto. L’Austria, infatti, agli ottavi sembra a tutti il meglio che ci possa capitare, ma, sin dai primi minuti di gioco, la partita si fa subito tosta e ci rendiamo conto che non è così.

Perché compagine dell’Italo-tedesco Franco Foda, mette in campo una forza fisica non indifferente e per certi versi inaspettata, unita ad una compattezza e ad un gioco fin troppo duro e che l’arbitro Taylor tollera forse anche troppo. I minuti scorrono implacabili, e al 65′ il var annulla legittimamente il goal di Marko Arnautović che ci avrebbe messo nei guai.

L’Italia di Mancini corre ai ripari

Mancini corre ai ripari: al 67′ Locatelli per Verratti e Pessina per Barella. E all’84’ Belotti per Immobile e Chiesa per uno spento Berardi.

Ma alla fine del tempo regolamentare il punteggio rimane inchiodato sullo 0-0. A pochi minuti dall’inizio del primo tempo supplementare, però, gli equilibri vengono sovvertiti: incursione di Chiesa dalla destra che, sul cross pennellato di Spinazzola e con una rotazione degna di un contorsionista, aggancia il pallone in volo mettendo fuori causa la difesa austriaca e fulminando Bachmann con un mancino imprendibile.

Dieci minuti dopo raddoppia Pessina su assist di Acerbi da terra. Ma non è finita. A cinque minuti dalla fine Kalajdzic, su calcio d’angolo, accorcia le distanze, mettendo un po’ di apprensione in campo e facendo cadere l’imbattibilità della difesa azzurra che resisteva da 1168 minuti.

Il 2-1 finale, sofferto, voluto e agguantato nell’extra time è la cartina di tornasole della volontà ferrea di una squadra che, oltre la tecnica, mette in campo il cuore.

Una squadra tenace e determinata, ma che, adesso lo sappiamo, sa anche soffrire e reagire. Quando Mancini dice che i 26 convocati sono tutti titolari, dice il vero.

E lo abbiamo toccato con mano. I cambi hanno fatto la differenza, hanno modificato la partita e hanno permesso agli azzurri di approdare ai quarti con merito. Lì, il 2 luglio alle 21, ci attenderà il Belgio, una compagine forte, equilibrata in difesa e spietata in attacco, capace di eliminare nientemeno che i campioni in carica del Portogallo di Cristiano Ronaldo.

I “diavoli rossi” li chiamano, con Lukaku e De Bruyne su tutti. Sarà un’altra battaglia. O forse “la battaglia”. Ma l’Italia non farà sconti. Perché ha tanta voglia di continuare il cammino di quest’europeo e di regalarci ancora parecchie emozioni.

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