Il figlio di Walter Chiari: “Ma quello in tv non era mio padre”


E’ già passato qualche giorno dalla messa in onda della mini serie che ha raccontato la vita, nei suoi risvolti positivi e negativi, di uno degli uomini che hanno fatto la storia della televisione italiana: il presentatore e attore comico Walter Chiari, interpretato da Alessio Boni. Nel corso delle due puntate lo share si è aggirato intorno al 20-22% (più di 6 milioni di spettatori in termini di audience). Come spesso accade non è mai semplice ricostruire la vita di un personaggio conosciuto, il cui ricordo è ancora indelebile nel cuore del pubblico che l’ha amato. Genio e sregolatezza, questo era Walter Chiari, il mattatore. La fiction televisiva Walter Chiari – Fino all’ultima risata, in onda su Rai1, senza attenersi ad una ricostruzione fattuale e veritiera, ha acceso intenzionalmente i riflettori sulle “sregolatezze” di un uomo comune, capace di far grandi cose. Per tutta risposta sono arrivate una miriade di critiche: l’uomo raccontato nella fiction non era Walter Chiari.

Sicilia&Donna ha intervistato la persona che senza dubbio conosceva meglio di qualsiasi biografo Walter Chiari, ossia il figlio: Simone Annicchiarico, attuale presentatore di Italia’s Got Talent su Italia 1 e della Valigia dei sogni su La7.

È stata dura la critica da parte dei giornali e dell’opinione pubblica che si sono detti indignati per come è stata sceneggiata la fiction su suo padre. Perché secondo lei non è stata apprezzata?

“Penso che ultimamente nessuno si curi più della qualità di un prodotto quasi in nessun campo. La logica ormai, almeno in tv, è dominata dagli ascolti e dal ‘portare a casa il lavoro con meno fatica possibile’ in virtù di certe logiche strettamente commerciali e non artistiche. Ecco che il prodotto non può davvero accontentare i puristi o gli appassionati ma si attesta su valori abbastanza mediocri. Non è un caso che più della metà delle fiction prodotte, non solo è distante dalla realtà storica, ma finisce spesso in tribunale per non aver rispettato l’immagine del protagonista. Cosa che è successa con la seconda parte della fiction dedicata a mio padre”.

Oltre alla sua partecipazione, con un cameo nei primi minuti della fiction, è stato direttamente coinvolto nel progetto come  consulente. Successivamente su Facebook lei ha pubblicato questo post: “Fiction…ragazzi è una fiction ! Finzione …solo che questa seconda parte è davvero tutta inventata…peccato”. Ma allora cosa c’è che non quadra? In qualità di consulente a lei e alla sua  famiglia è  stata mostrata la sceneggiatura?

“La mia consulenza è stata ‘usata’ a discrezione del richiedente, quindi anche se su molte scelte avevo posto il veto ed è stato rispettato, su altre non è stato rispettato: tutto qui”.

Nel marasma delle cose inventate e mal ricostruite, ha avuto parole di elogio per Alessio Boni. Salva solo lui?

“La fiction su Walter Chiari si può dire che qualitativamente sia un buon prodotto e l’attore è sicuramente stato fenomenale nel lavoro che ha fatto, ma sui contenuti ci sarebbe da fare un discorso diametralmente opposto”.

Perché la fa arrabbiare così tanto la ricostruzione fatta dal critico Tatti Sanguineti, biografo di Walter Chiari, che parla di un vissuto tormentato per colpa del nonno definito “un aguzzino”. È possibile che suo padre le avesse taciuto la cosa perché si vergognava?

“Non mi fa arrabbiare, ma dare in pasto alla stampa storie di cui nessuno può provare la veridicità è davvero una cosa abbastanza fastidiosa e sconveniente, visto poi che è nata così all’improvviso senza nessun motivo”.

 

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