Successo per la tappa catanese di Amnesty International e la difesa dei diritti umani.


“Parlare ed approfondire i tanti casi di violenza sulle donne è un modo per abbracciare, anche solo simbolicamente, le vittime”. Così Liliana Maniscalco, responsabile regione Sicilia Amnesty International saluta il numeroso pubblico presente alla campagna di sensibilizzazione promossa a livello internazionale dalla nota associazione umanitaria. Una tavola rotonda sul tema “Human Right Defender 2013 – donne attiviste”, coordinata da Antonella Petrosino, avvocato civilista specializzata in immigrazione, Elisa Mastrosimone, rappresentante Amnesty per la zona di Catania, Valentina Mantello, responsabile Centro antiviolenza Penelope, Viviana Salvo, rappresentante Centro Thamaya, e Liliana Maniscalco, responsabile Amnesty Sicilia.

Un incontro fatto da donne per le donne nel cercare di smuovere le coscienze ed impedire questa continua strage senza senso. Presente nel sostenere il delicato tema Enzo Bianco, sindaco di Catania, il quale ha ricordato la forza dei catanesi nei momenti di difficoltà e disagio della città. “Catania è stata ultimamente meta di sbarchi – sottolinea Enzo Bianco – ed ha affrontato grazie a straordinarie risorse di volontariato con coraggio l’emergenza. La nostra città, anche nei momenti bui, trova la grinta necessaria per andare avanti e come non ricordare in un contesto come questo in cui si chiede con forza di ridare la dignità a chi ha perso ogni diritto umano la figura di Nelson Mandela, il quale ha saputo trarre linfa vitale anche dalle tragedie vissute. È possibile per tutti anche per i più disperati poter ritornare a vivere e il Comune da me presieduto sarà felice di poter sostenere sempre iniziative di sensibilizzazione”.

La violenza sulle donne, come è stato spiegato più volte, non è qualcosa di statico ma è in continua evoluzione e cambia con i tempi. È fondamentale il ruolo della scuola nell’educare e formare le giovani menti sin dalla scuola materna. Toccante e devastante la testimonianza di Norma Cruz, rappresentante delle donne sopravvissute in Guatemala durante i trentasei anni di guerra, il cui ruolo della donna nel suo paese d’origine è pari a zero. “Adesso in Guatemala ci sono alcune leggi contro il femminicidio ma le cifre di violenza e mortalità non cambiano – racconta commossa Norma Cruz – è importante che la società cambi, perché la violenza di genere colpisce tutta la società nessuno escluso”.

Intenso il brano, tratto da una storia vera di prostituzione e morte, estrapolato dal libro “Le ragazze di Benin City”, letto dall’ attrice Alice Ferlito.

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