Assegno unico: chi ne ha diritto e come farne richiesta


assegno unico L'avvocato Lucia Tuccitto. Foto Brunella Bonaccorsi
L'avvocato Lucia Tuccitto. Foto Brunella Bonaccorsi

L’assegno unico universale è in vigore dal primo di luglio, per i figli minori a carico , e si rivolge ad una categoria specifica di beneficiari.

 

Assegno unico: chi può percepirlo

E’ riservato infatti solo a chi non percepisce gli assegni familiari, vale a dire, quindi, principalmente autonomi e disoccupati.
L’INPS ha annunciato che la procedura online per fare la richiesta è attiva dal 01 luglio.
E va da un minimo di 30 euro a un massimo di 217,8 euro per ciascun figlio minore fino a un ISEE massimo di 50.000 euro.

Va considerata una maggiorazione del 30% dal terzo figlio in poi, l’assegno unico è da intendersi per ogni figlio a carico.

Assegno unico: l’importo

L’importo viene incrementato di 50 euro per ogni minore con disabilità.  È una soluzione temporanea valida dal 1° luglio al 31 dicembre 2021.
Il figlio (o i figli) possono avere fino a 18 anni di età, occorre essere cittadini italiani o di uno Stato UE, con diritto di soggiorno o cittadino di uno Stato extra UE con permesso UE per soggiornanti di lungo periodo o del permesso di soggiorno per motivi di lavoro o di ricerca di durata almeno semestrale.
I grandi esclusi di questo decreto ponte che introduce l’assegno unico per figli nel 2021 sembrano essere i dipendenti che già usufruiscono degli assegni al nucleo familiare (ANF).
Tuttavia, per questa categoria lo stesso decreto prevede, infatti: un aumento dell’importo degli assegni familiari.

L’importo dell’assegno unico 2021 è più alto più è basso l’ISEE e viceversa, più l’ISEE è alto -ma comunque entro i 50.000 euro-, più è basso l’assegno unico.
In caso di divorzio l’assegno spetta al genitore affidatario se non specificato diversamente con un accordo tra le parti.
In caso di genitori separati con un affidamento congiunto l’assegno viene ripartito in misura equale tra i due genitori.

Per le domande presentate entro il 30 settembre 2021, chiarisce INPS, saranno corrisposte le mensilità arretrate a partire dal mese di luglio 2021.
Per le domande presentate dopo il 30 settembre 2021, la decorrenza della misura corrisponderà al mese di presentazione della domanda.
L’accredito dell’assegno unico per figli avviene direttamente sul conto corrente indicato in fase di domanda.

L’assegno unico e il reddito di cittadinanza sono compatibili.

Dopo questa fase transitoria quando diventerà effettivo da gennaio 2022, l’assegno unico per figli andrà a sostituire tutta una serie di misure assistenziali per le famiglie, che smetteranno di esistere.

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